Gazzetta di Reggio

Reggio

«Siamo stanchi dell’odore di marcio»

di Ambra Prati
«Siamo stanchi dell’odore di marcio»

Cartelli, mascherine e megafono davanti a Farm Service. Al sit-in del comitato anche famiglie di Cadelbosco e Sesso

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REGGIO EMILIA. «Le vostre puzze di marcio ci hanno stancati». «Sangue nei canali? No grazie». «Se i canali non vi appartengono, appartengono a tutti noi: sono una risorsa per gli agricoltori». C’è perfino chi scomoda una frase ambientalista ante litteram di Franklin Delano Rossevelt: «La nazione che distrugge il proprio suolo distrugge sé stessa». Sono solo alcuni dei cartelli, su sfondo giallo, appesi al collo dai manifestanti – una cinquantina, con tanto di megafono e mascherine – che ieri pomeriggio hanno protestato davanti alla Farm Service Srl di Roncocesi, l’azienda che trasforma scarti di macellazione in farine animali e pet food.

I silos restano in lontananza in fondo al viottolo, con i manifestanti sulla strada in via Rinaldi. «È proprietà privata – spiega Claudia Zafferri del comitato “Salute e Ambiente Area Nord” promotore dell’iniziativa – L’acqua del cavo Fossetta, diventata rossa una settimana fa e venerdì bianca, è stata l’ultima goccia che fa traboccare il vaso, dopo anni di proteste cadute nel vuoto». Sullo stato dell’arte della protesta Alessandro Garlassi, membro del Comitato, spiega che «siamo in attesa del rapporto di prova Arpae sul cavo Fossetta rosso e del tavolo tecnico promesso dalla Commissione Ambiente del Comune».

Dopo la lettera dei dipendenti Farm Service in difesa dell’azienda, che ha tappezzato strade e lampioni tra Roncocesi e Cavazzoli, il tono dei residenti – che da anni chiedono alla ditta di installare dei sistemi di abbattimento degli odori – è ancor più categorico.

E ieri, sotto la pioggia, sono stati i residenti a prendere la parola. Roberta Ponti, 45 anni, abitante in via Rinaldi, è mamma di un bimbo di 5 anni: «Spesso d’estate mi chiede di tornare in casa per quella puzza indescrivibile, tra il dolciastro e il marcio».

«Ho appreso dell’esistenza del comitato un anno fa, d’estate, appena tornato dalle vacanze, quando stare al parco con mio figlio di due anni e mezzo era impossibile – spiega il papà Giovanni Calabrese, 34 anni, abitante in via Rinaldi – Così ho cominciato a segnalare all’Arpae, inserendo giorni e orari precisi: soprattutto dalle 17 in poi. D’estate l’odore è tremendo, così si limita la libertà delle persone».

Il fratello gemello Corrado Calabrese, 34 anni, gli fa eco: «Dicono che non fa male, ma è una puzza chimica: con il caldo a me brucia la gola. Ora andrò a vivere a Cadelbosco, dove ho acquistato casa, anche se purtroppo il problema sarà uguale».

Difatti alla manifestazione era presente anche il comitato fratello “Aria Pulita” di Cadelbosco. «Siamo presenti per solidarietà e perché i miasmi si sentono anche da noi – spiega Pietro Giansoldati, 73 anni – L’azienda ha un bel dire di trovarsi fuori città. Si tratta di un vero inquinamento, percepibile a chilometri di distanza».

«Io abito in piazza a Cadelbosco e d’estate siamo costretti a tapparci in casa con il condizionatore acceso», conferma Angelo Ganassi, 48 anni.

Ci sono anche intere famiglie di Sesso. Carla Riccò, 72 anni, racconta: «La scorsa estate avevo la finestra aperta: in piena notte mi sono svegliata e ho dovuto mettere gocce di profumo in una mano perché avevo la nausea».

«Io non credo affatto che il problema non si possa risolvere, dal punto di vista tecnologico: se c’è la volontà, si può fare – rincara il marito Filiberto Mineo – Abitiamo a Sesso, vicino al sottopasso, dal 1983: quando il vento tira da ovest sentiamo l’odore della Farm, quando il vento tira da est Mancasale. Nel tempo la situazione è peggiorata: prima capitava ogni tanto, ora da primavera in poi ogni giorno, soprattutto la sera e di primo mattino».

«È come avere un animale morto e bollito sotto al letto», dichiara Sara Mineo, 43 anni.

Risiede a Sesso anche Fabrizio Ponzo, 48 anni: «Alla scuola elementare di Sesso ci sono stati bimbi che nel tragitto verso scuola hanno avuto il vomito. Ci stanno avvelenando».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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