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Vaglie in trappola per una nuova frana

Vaglie in trappola per una nuova frana

Dopo il cedimento “storico” in direzione Ligonchio, ora uno smottamento dalla parte opposta, in direzione Collagna

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VENTASSO. Bloccati a Sud per la frana di dicembre che ha interrotto i collegamenti in direzione Ligonchio. A rischio di restare bloccati a Nord per un nuova frana lungo la strada provinciale 91 che questa volta ha interessato il tratto in direzione Collagna. Se lo smottamento del terreno continuerà nei prossimi giorni per pioggia e neve - perché così dicono le previsioni meteo - le 27 anime, cinque bambini, che vivono a Vaglie resteranno definitivamente intrappolati: bloccati sulla montagna senza possibilità di spostarsi.

Un tratto di qualche metro di costone si è staccato, venerdì pomeriggio, lungo la provinciale a un chilometro dal paese lasciando un’altra voragine aperta. «Per fortuna il terreno ha ceduto a un metro di distanza dalla carreggiata che quindi non ha subito danni, ma per quanto può durare?» E’ stato Franco Ceccardi, oste del bar locanda dell’Alpino, l’unica attività del paesino, ad accorgersi che un’altra pezzo di monte era scivolato a valle, verso il torrente Rossendola, una delle cause della grande fragilità di quel territorio, geologicamente instabile, martoriato da smottamenti, frane cedimenti. «Se il maltempo previsto per i prossimi giorni – continua l’oste – dovesse portare via altra terra sotto l’asfalto, la strada cederà e noi resteremo isolati». Per questo, non appena vista la frana, Ceccardi ha scritto un messaggio al sindaco di Ventasso Antonio Manari e lo stesso ha fatto con i tecnici della Provincia, ente competente per gli interventi, dando l’allarme. «Avevamo chiesto che la frana di dicembre fosse riparata entro la primavera – dice Ceccardi – ma nulla è stato fatto». Il bar locanda dell’Alpino vive soprattutto d’estate accogliendo appassionati di montagna e di trekking. «Senza strade aperte – conclude – possiamo chiudere e andare via».

Il sindaco Manari, ovviamente, non ha fatto passare tempo: «Ho chiamato il presidente della Provincia – spiega – che con i tecnici sta decidendo il da farsi. Per il momento la strada è integra ma se dovesse succedere il peggio, i tecnici della Provincia valuteranno se poter aprire, di fianco al tratto franato, una viabilità alternativa, sfruttando l’area a monte». Operazione ad alto margine di rischio proprio a causa della conformazione del territorio. Che si briciola, come è accaduto in dicembre. Solo che allora il cedimento è stato importante e ha risucchiato trequarti di carreggiata. Per rimetterla a posto occorreranno tempi lunghi e molti soldi: almeno 700.000 euro. «La Provincia ha dato l’incarico a un geologo (40.000 euro l’investimento ndr) per studiare morfologia del terreno e i tipi di movimenti franosi – conclude Manari – I risultati saranno pronti, al massimo, tra una decina di giorni. Poi si dovrà studiare il tipo di intervento da fare, progettarlo e avviare la gara per realizzarlo. Non credo proprio che i lavori cominceranno prima di diversi mesi».

Cristina Orsini

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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