Lo scalatore Moro strega la platea
Albinea: l’erede di Messner al circolo tennis, ad ascoltarlo oltre mille persone
ALBINEA. Oltre mille persone si sono stipate giovedì sera sotto l’ampio tendone del Circolo tennis di Albinea incuriosite dalla presenza di Simone Moro, degno erede di Messner, che ha raccontato scampoli della propria vita trascorsa in larga parte sulle cime più alte del mondo. Per molti è un “fenomeno” perché capace non solo di scalare i 14 ottomila metri della terra, ma anche di affrontarne e vincerne quattro d’inverno, con temperature al limite dell’impossibile, dai 40 ai 70 sotto zero. C’è chi lo chiama il re del gelo e chi lo definisce il più grande alpinista vivente. In apparenza un fisico normale dotato di un carattere d’acciaio ma anche un ottimo narratore capace di motivare chi rischia di arrendersi di fronte ai consueti ostacoli della vita. Bergamasco, decimo di undici fratelli, nato in una famiglia modesta ma libera di sognare, Simone Moro, che ha tagliato il traguardo del mezzo secolo di vita, ha incantato la platea con i racconti delle imprese compiute in Siberia, in Sudamerica, sulle principali cime Himalaiane ma anche su anonime cascate di ghiaccio e rupi meno alte ma terribilmente impegnative. Presentato dal presidente del circolo, Giovanni Tarquini, e intervistato da Mattia Mariani, direttore di Telereggio, Moro ha mostrato immagini e spezzoni di filmati che offrivano una pur pallida idea delle situazioni estreme che ha affrontato. Ha raccontato gli inciampi, le sofferenze (più di una volta ha perso qualche compagno di viaggio), ma ha condito il suo lungo monologo anche di battute sorridenti. Impressionante l’ultimo recente miracoloso salvataggio nella spedizione sul Nanga Parbat dove ha recuperato una collega precipitata lungo un pendio ghiacciato a pochi metri dalla cima. Il tutto proposto con disarmante semplicità, come una semplice avventura di cui è volontario protagonista, come la realizzazione di un progetto infantile che i suoi genitori – una modesta ma serena famiglia – non hanno mai intralciato. Ora lui stesso è padre di due giovani, parla cinque lingue, raramente resta a casa. Curiosamente uno dei suoi primi sponsor aveva sede nel reggiano ed era conosciuto con il simbolo della Nike. Fra gli spettatori che hanno seguito il suo narrare l’onorevole Incerti e i sindaci di Reggio ed Albinea. Anche loro stupiti dal racconto e colpiti dalla simpatia trasmessa da Moro.
Luigi Vinceti
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