"Mobilità sostenibile, servono volontari: crediamoci di più"
Mercoledì 21 marzo “Tutti a scuola a piedi e in bicicletta”. Sì di 14 plessi su 50. L’assessore Curioni: «È la strada giusta»
REGGIO EMILIA. Il Comune ci crede, ma chiede uno sforzo in più ai cittadini: credeteci anche voi. Il tema è quello della mobilità sostenibile. Che non sia solo una questione di cultura, ma di educazione in senso lato, lo dice Gianfranco Fantini, presidente provinciale Tuttinbici di Reggio Emilia (vedi l’articolo a fianco, ndr). In conformità al suo ruolo, questo è l’appello dell’assessore alla scuola Raffaella Curioni: «Abbiamo bisogno di insegnanti e volontari».
L’occasione la fa la quarta Giornata nazionale “Tutti a scuola a piedi e in bicicletta”, mercoledì 21 marzo, promossa dalla Fiab nazionale, federazione che raggruppa 140 associazioni e 18mila soci appassionati delle due ruote, tra i quali anche quelli di Tuttinbici Reggio Emilia.
Il Comune aderisce all’iniziativa confermando il proprio impegno sul tema della mobilità sostenibile. Ma con quali riscontri?
«Certo. Siamo storicamente impegnati su questo fronte e continuiamo a crederci, consapevoli che, se possibile, bisogna fare ancora di più. Quello di mercoledì, in particolare, è un progetto con una valenza educativa molto importante. Hanno aderito 14 scuole, tra elementari e medie, già impegnate con i progetti di Bicibus e Pedibus. Non è tanto rispetto ai 50 plessi scolastici della città, ma è un dato che si conferma. E questo è importante».
Manca ancora sensibilità?
«Non direi. C’è coscienza del problema, soprattutto da parte delle scuole che sono impegnate in numerose iniziative. Penso, per tutte, alla Strada Scolastica, portata avanti da scuole e genitori volontari: la chiusura per 15 minuti all’ora di entrata e di uscita consente ai bambini un accesso in sicurezza e autonomo a scuola, oltre che di un percorso di benessere. Quest’anno si sono aggiunte altre due scuole. I risultati sono ottimi».
Lo si fa in poche scuole.
«Diciamo che è un impegno che, da parte nostra, va avanti. Certo non è il Comune che può decidere dove fare certe iniziative: noi possiamo fornire opportunità. Abbiamo bisogno di insegnanti e volontari tra i genitori. In alcune scuole c’è già una partecipazione importante, anche se non sempre è così...».
Cioé?
«Gestire i turni per la chiusura delle strade non è semplice. Mi rendo conto delle difficoltà che possano avere i genitori che si rendono disponibili. Ma la mancanza di costanza pone più problemi. Noi ci siamo sempre, a volte mettendoci volontari di altre associazioni, ma così diventa più complicato, a partire dalla copertura assicurativa».
Insomma non ci crediamo ancora abbastanza.
«Certo, c’è ancora tanto da fare, penso alla sicurezza dei percorsi, ma sono certa che arriveremo ad aumentare sempre di più la sensibilità».
Di «partecipazione» parla anche l’assessore alla Mobilità Mirko Tutino, che ricorda i numerosi progetti attivati negli ultimi dieci anni per favorire la mobilità ciclabile e pedonale verso le scuole. «Ci sono tre parole chiave: educazione, investimenti (su ciclabili e zone 30), partecipazione (degli insegnanti e delle famiglie). A Reggio ci sono 67 auto ogni 100 abitanti: la mobilità sostenibile deve essere una priorità».
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