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Affittuario assolto dal furto di energia «Ora vado a Striscia»

di Ambra Prati
Affittuario assolto dal furto di energia «Ora vado a Striscia»

Daniele Bellona alla sbarra per l’utenza disdetta 14 anni fa In realtà il contatore era rotto. Il legale: «Caso di imperizia» 

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REGGIO EMILIA. È finito alla sbarra per il reato di furto di energia in una casa dove aveva abitato 14 anni prima. Dopo tre anni di battaglia a suon di carte bollate, un cittadino è stato assolto con formula piena: addirittura è emerso che l’accusa derivava da una errata interpretazione della relazione dei tecnici Enel. Ora Daniele Bellona, 44 anni, difeso dall’avvocato Vittorio Spagni, ha espresso l’intenzione di rivolgersi a “Striscia la Notizia”, per raccontare l’incubo giudiziario che lo ha visto protagonista suo malgrado.

La vicenda inizia nel 2003, quando Bellona affitta con regolare contratto un appartamento in corso Garibaldi. Dopo un anno, causa matrimonio, si trasferisce, disdice le utenze (conservando i documenti di chiusura) e trascorre i successivi anni con moglie e figli senza mai più tornare in quell’appartamento.

Il 26 febbraio 2015 i tecnici Enel effettuano un controllo in corso Garibaldi e constatano che un contatore (che risultava chiuso dal 2004) eroga dell’energia: gli addetti compilano una scheda e scrivono che l’ultimo titolare di quell’utenza risultava appunto Bellona. Qualcuno ha rubato l’energia senza pagarla, è la conclusione del dirigente Enel che segnala il caso in Procura. Così il 44enne si ritrova indagato per furto, con l’aggravante della violenza sulle cose (la manomissione del contatore) per ottenere fornitura a sbafo.

Nonostante l’interessato neghi con forza ogni addebito, nel 2016 viene emesso un decreto penale di condanna: 4 mesi di reclusione convertiti in una sanzione di 15.100 euro. Il cittadino non ci sta a vedersi sporcare la fedina penale per qualcosa che non ha commesso e, tramite l’avvocato Spagni, si oppone al decreto penale. Durante l’istruttoria vengono ascoltati i tecnici Enel, i quali smentiscono che il contatore fosse manomesso o con un allaccio abusivo: il macchinario segnalava un’erogazione che in realtà non avveniva. Era semplicemente rotto.

L’imputato ieri è stato assolto con formula piena, dal giudice monocratico Stefano Catellani, per non aver commesso il fatto. «Un caso dovuto all’imperizia di Enel», commenta il legale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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