Gazzetta di Reggio

Reggio

«Gli spigoli vivi e quei lecci lasciano molto perplessi»

di Luciano Salsi
«Gli spigoli vivi e quei lecci lasciano molto perplessi»

Pioggia di critiche al Comune dalle opposizioni e dai membri della Consulta verde «Prima di pubblicare i progetti sarebbe stato opportuno discuterne insieme»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Perché tanti lecci assiepati al posto della vegetazione esistente che regala vivaci fioriture di rose e Lagerstroemia? Perché un’architettura grigia e spigolosa poco intonata con le sinuosità e le decorazioni degli edifici circostanti?».

Il restyling delle piazze Roversi e Gioberti, presentato la settimana scorsa dal Comune, solleva un vespaio di critiche. Il progetto non piace non solo a esponenti dell’opposizione politica, ma anche a membri della Consulta verde istituita dall’ente locale per avvalersi della consulenza di esperti nelle questioni attinenti il verde pubblico. Anzi, il sasso nello stagno è stato lanciato proprio da Ugo Pellini, il botanico nominato nella Consulta direttamente dal Comune. Le sue obiezioni riguardano la scelta e la disposizione delle piante in piazza Roversi. L’ingegnere Tonino Menozzi, anch’egli membro della Consulta, rincara la dose estendendo la critica all’assetto urbanistico dell’area. I Cinque Stelle e Reggio Città Aperta mettono in discussione, oltre al merito del progetto, il metodo che ha escluso la partecipazione dei cittadini. L’intervento, dal costo di 2,4 milioni, è finanziato con una parte dei cinque milioni messi a disposizione dal ministero per i Beni e le attività culturali per il programma di valorizzazione dell’antica passeggiata estense, che da corso Garibaldi arriva alla reggia di Rivalta.

«Lascia perplessi – scrive Pellini – l’aggiunta in piazza Roversi di un’area caratterizzata da lecci potati a tetto per formare una sorta di pergolato dedicato all’incontro e alla sosta. Ne sono previsti sette ai due lati della piazza e non so se ci sia sufficiente spazio per tutti. Sono fortemente contrario alla costrizione di queste piante, considerate come se dovessero diventare delle opere d’arte. In questo caso, infatti, devono essere potate ogni anno, con un dispendio di energia e di costi. Siamo sicuri, con i pochi soldi stanziati per la manutenzione del verde, che si provvederà a tenerli come si vuole tutti gli anni?».

«Ci saremmo aspettati – aggiunge Menozzi – una presentazione e discussione nella Consulta del verde, prima che il progetto venisse pubblicamente esposto».

A suo avviso l’aspetto della piazza verrebbe stravolto con l’abbattimento dell’attuale aiuola spartitraffico ellittica per lasciare il posto a una vasca in cemento a spigolo vivo, un’architettura che stride con la sinuosa facciata della chiesa del Cristo e con la forma tondeggiante della vasca prevista ai piedi dell’obelisco. I Cinque Stelle la buttano in politica, denunciando «il brutto vizio del Pd di considerare i cittadini come dei sudditi. Questi progetti – tuonano i consiglieri comunali Alessandra Guatteri e Norberto Vaccari – con chi sono stati condivisi? Perché non sono stati presentati alla cittadinanza prima di decidere? Dopo il disastro di piazza della Vittoria, ormai soprannominata piazza Rossa, della fontana del Valli sempre rotta che impera su una piazza al buio, abbiamo il diritto di essere informati prima che le cose accadano. La città è dei cittadini e non della Giunta. Il Pd è ormai lontano anni luce dalla gente».

Meno drastica l’opposizione di Francesco Fantuzzi, promotore della lista Reggio Città Aperta, il quale condivide l’idea di fondo del progetto, consistente nel trasformare slarghi destinati al traffico automobilistico in spazi pedonali di incontro. Fantuzzi, però, contesta la contraddizione fra il rendere più vivibile il centro storico e il costruire in periferia nuovi centri commmerciali. Inoltre non gli piace la «desolata spianata di cemento». Propone, invece, di imitare il modello di piazza Fontanesi fittamente alberata. Infine tocca il tasto dolente della partecipazione: «I laboratori di cittadinanza – sottolinea – abbondano per gli interventi marginali e mancano totalmente quand’è necessario, come nel caso del Campovolo e del Conad di via Luxemburg. I lavori inaugureranno la campagna elettorale dell'attuale sindaco?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google