Impianto a biomasse i dubbi dei cittadini e il sindaco risponde
Villa Minozzo, la lettera dei cittadini: «Rischi per la salute? È troppo vicino al parco giochi, alla palestra e alla piscina»
VILLA MINOZZO. In attesa di capire quanti e chi siano i cittadini che hanno chiesto chiarimenti all'amministrazione comunale sul progetto della nuova centrale a biomasse (la lettera inviata ai giornali non conteneva firme), il tema sta comunque creando dibattito, anche se va detto che il progetto era già stato annunciato e spiegato almeno nei suoi aspetti principali già lo scorso settembre dal sindaco Luigi Fiocchi.
Il tema dell'utilizzo della biomassa legnosa a fini energetici in Appennino crea sempre contrasti: se da una parte ci sarebbero gli spazi per creare una importante filiera e utilizzare l'abbondante risorsa che il territorio offre (anche a seguito dell'abbandono di terreni coltivi, le aree boschive aumentano ad un ritmo superiore al 10-12% annuo), dall'altra ci sono i timori di chi ritiene questa tecnologia inquinante, anche se negli anni ha fatto enormi passi avanti.
A Villa Minozzo la nuova caldaia a biomasse dovrebbe sorgere in prossimità dell'area sportiva del capoluogo, ma i cittadini che hanno chiesto una assemblea pubblica sul tema esprimono dubbi: «L’impianto avrà una potenza di 700 kw e “dovrebbe” utilizzare cippato da biomassa vegetale, e questo è singolare; andrà localizzato nell’area degli impianti sportivi del capoluogo, adiacente al piazzale dove è ubicata la struttura che ospita tra l’altro la Festa del cinghiale – scrivono i cittadini – a 50 metri dalla palestra e dalla piscina comunale e confinante con il parco giochi, il percorso vita, gli altri spazi del verde pubblico e gli impianti sportivi. Quello che ci chiediamo, non avendo le necessarie conoscenze in materia, è quale materiale sarà bruciato nell’impianto? Si tratta di materiale che proviene dal nostro territorio o proviene anche da altri territori? Chi gestisce l’impianto e in base a quale incarico o assegnazione pubblica? Di quanto aumenteranno i livelli delle polveri, comprese le ultrafini nell’aria, considerando che è dimostrata la pericolosità delle polveri per la salute che rischiano di incrementare le malattie dell’apparato respiratorio e i tumori? Qual è il risparmio che questo impianto porterà nelle casse comunali rispetto all’utilizzo dell’attuale riscaldamento a gas metano, al netto di maggiori oneri di allestimento e di manutenzione? Perché non è stata scelta la strada più “pulita” del fotovoltaico evitando così l’immissione in aria di particolati pericolosi e Co2?».
Gli autori della lettera concludono: «Per ultimo e non per importanza, perché è stata prevista la collocazione dell'impianto all’interno degli impianti sportivi del capoluogo, nella zona verde del paese dove trovano sede il campo da calcio, i campi da tennis, la palestra, la piscina, il percorso salute, il campo giochi dei bimbi?» Alcune risposte a queste domande in realtà erano già inserite, come accennato, nella presentazione del progetto fatta dal sindaco Fiocchi: «L’impianto – spiega il sindaco – utilizzerà significative quantità di biomasse (circa 7000 quintali all'anno) prodotte entro un raggio di 70 km e prioritariamente nel territorio del nostro crinale. Nella compagine che gestirà negli anni l’impianto sarà obbligatoria la presenza di una azienda agricola del territorio per la fornitura delle biomasse. Al suo completamento l'impianto consentirà la chiusura di dodici punti di emissione di gas e polveri, le attuali caldaie al servizio dei vari edifici, con una riduzione drastica delle emissioni di Co2, un calo annuale di oltre 500.000 kg pari all’ 80%, e polveri sottili in atmosfera con diminuzione superiore al 60%. La centrale produrrà inoltre – conclude Fiocchi – una drastica riduzione dei costi di produzione, gestione e manutenzione del calore con un impatto positivo sui bilanci futuri del nostro comune liberando risorse da destinare ai bisogni dei cittadini». (l.t.)
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