«Piano straordinario anti-smottamenti»
VENTASSO. Dopo l’ennesimo smottamento sul crinale reggiano, il consigliere regionale di Sinistra Italiana Yuri Torri ha invitato la giunta a studiare un programma di manutenzione idrogeologica di...
VENTASSO. Dopo l’ennesimo smottamento sul crinale reggiano, il consigliere regionale di Sinistra Italiana Yuri Torri ha invitato la giunta a studiare un programma di manutenzione idrogeologica di tutto il territorio montano regionale. La frazione di Vaglie in territorio ligonchiese è alle prese da mesi con una frana sulla sp 91 verso Ligonchio, e ora si è messo in moto un altro smottamento sulla strada verso Collagna che rischia di isolare il paese.
Afferma Torri: «Per le abbondanti piogge un nuovo smottamento si è verificato lungo la SP91 in direzione Collagna ma per i lavori di messa in sicurezza della strada ci potrebbero volere ancora diversi mesi. Al momento la carreggiata non ha subito danni ma, considerando il meteo dei prossimi giorni, c’è un rischio molto elevato che la frana prosegua rendendo inutilizzabile anche la strada comunale per Cinquecerri e isolando così la frazione. In questi mesi i disagi per gli abitanti non sono stati indifferenti a causa della frana verso Ligonchio, fra attività pressoché chiuse e bambini costretti ad alzarsi più di un’ora prima per andare a scuola. Ora però, con il nuovo evento del 16 marzo, la situazione si sarebbe ulteriormente aggravata. A gennaio il presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi aveva spiegato che il costo stimato per il ripristino del transito era di circa 700mila euro, già rendicontati dalla protezione civile e in attesa di un bando per assegnare la progettazione. Si tratterebbe di aspettare diversi mesi prima dell’inizio dei lavori, con il Comune di Ventasso che è stato senza dubbio uno dei territori più martoriati, arrivando a contare oltre 40 frane”. Per questo Torri chiede alla giunta se “sia a conoscenza della situazione e se abbia discusso con la Provincia un piano di emergenza nell’eventualità che lo smottamento proceda» e se non ritenga opportuno, una volta passata l’emergenza, «studiare un piano straordinario di manutenzione idrogeologica di tutto l’Appennino emiliano-romagnolo». (l.t.)
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