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Tresinaro e Secchia hanno retto

Tresinaro e Secchia hanno retto

Ma a Rubiera traffico bloccato e lunghe code per i ponti chiusi nel Modenese

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RUBIERA. Secchia, Tresinaro, Enza, fiume e torrenti in piena, un’altra volta. E un’altra lunga notte di allerta e di perlustrazioni, condita da una mattinata di traffico e di controlli. L’hanno passata in bianco tanti, la notte, lungo le vallate del Secchia e del Tresinaro, fra Rubiera, Casalgrande e Scandiano, per via delle nuove precipitazioni di questo fine settimana. Prima la pioggia intensa che da venerdì ha battuto tutto il territorio reggiano e poi la neve, partita nella nottata fra domenica e lunedì, hanno contribuito a fornire nuove energie e nuovi “rifornimenti” ai corsi d’acqua con portate già al limite di sicurezza. La neve fresca e il conseguente abbassamento delle temperature hanno se non altro limitato lo scioglimento delle scorte nevose ancora presenti in Appennino, ma si tratta solamente di un rinvio: al prossimo innalzamento delle temperature o alla prossima giornata piovosa il manto bianco depositato verrà nuovamente eroso e finirà per confluire, fosso dopo fosso, rio dopo rio, sino al Tresinaro e al Secchia, con rischi di nuovi cedimenti. Una situazione che ha costretto sindaci, funzionari comunali e della Provincia, volontari di protezione civili e vigili del fuoco a una costante veglia e al continuo pattugliamento di ponti, svincoli e punti potenzialmente delicati. Sino ad ora i principali corsi d’acqua sul versante al confine con il modenese hanno tenuto, gli argini e i vari snodi sono ancora solidi e qualche problema si è generato solo a valle, all’altezza del territorio di Rubiera, quando i corsi si allargano nei vari bacini e dove le infrastrutture umane sono molto più numerose e complesse da gestire. La piena del Tresinaro, che ha portato l’altezza a superare i 2.6 metri, non ha generato complicazioni. Anche il Secchia tutto sommato è rimasto in controllo, anche dopo aver superato la soglia 2 dei livelli di sicurezza: la piena, con oltre 6.5 metri di acqua, si è progressivamente “spenta” nell’area fra Rubiera e il modenese senza mai lambire seriamente i bordi, almeno in terra reggiana. Neppure il sempre a rischio svincolo fra la via Emilia e la provinciale 51 alla periferia di Rubiera, un sottopasso trafficatissimo e spesso allagato in passato, ha creato grattacapi. Le sofferenze principali sono arrivate dalla gestione della viabilità, in parte per la neve ed in parte per i grossi problemi che invece hanno attraversato il versante di Modena del Secchia. La periferia cittadina è in questo momento un grande cantiere, con molte strade chiuse, e la piena ha portato alla chiusura di alcuni ponti strategici. Il risultato, e non è una novità, è stata l’invasione delle vie “superstiti” da parte di migliaia di pendolari. Inevitabili, a quel punto, lunghe colonne e ritardi che hanno coinvolto anche Rubiera e le tratte verso Carpi e verso la zona ceramiche, a partire proprio dal cruciale snodo rubierese con la via Emilia .

Adriano Arati

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