«Beni confiscati, macchina troppo lenta»
L’assessore Mezzetti: «In Emilia-Romagna si stanno sveltendo procedure, ma c’è ancora da lavorare»
REGGIO EMILIA. La “macchina” dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alle mafie è ancora troppo lenta, e «nonostante la riforma del codice antimafia, continua a non avere abbastanza risorse e personale per occuparsi di tutti quei beni».
Ne è convinto l'assessore alla Legalità della Regione Emilia-Romagna, Massimo Mezzetti, che intervenendo al seminario «l’Emilia-Romagna per la legalità», tenutosi due giorni fa in viale Aldo Moro, afferma che anche l’Emilia-Romagna «sconta questa lentezza». E fa riferimento al caso di Aemilia.
A riprova di quanto sostiene, Mezzetti ricorda che in regione ci sono «119 beni confiscati in via definitiva, di cui solo 22 consegnati ai Comuni di appartenenza», e su questi «sono stati attivati solo 16 progetti pilota per il loro recupero e riutilizzo a fini sociali, su cui mettiamo anche risorse previste dal testo unico per la legalità». Non aiuta neppure «il fatto che la riforma del codice – segnala l’assessore – preveda la mobilità del personale della pubblica amministrazione per riempire i vuoti nell’organico dell’agenzia». Infatti, spiega Mezzetti, chi passa all’agenzia «decade dalla sua precedente posizione e deve quindi essere pagato dall’agenzia stessa, che però non ha i soldi per farlo».
Potrebbe invece dare a breve buoni frutti «il protocollo siglato a settembre con il tribunale di Bologna per sveltire le pratiche per la consegna dei beni, a cui speriamo ne seguiranno altri». Qualche segnale, fa sapere Mezzetti, «lo abbiamo già avuto, e recentemente il direttore dell’agenzia, l’ex prefetto di Bologna Ennio Mario Sodano, ha consegnato ai Comuni emiliano-romagnoli 13 nuovi beni, sul cui recupero e riutilizzo a fini sociali cominceremo a lavorare a breve».
Il vero banco di prova per il tavolo tecnico istituito dal protocollo firmato a settembre sarà però, prosegue Mezzetti, «la gestione delle aziende confiscate nell’ambito dei processi Aemilia e Stige, più complessa rispetto a quella degli immobili di cui ci si è occupati finora».
Infine, l’assessore conferma, a margine del seminario, che per ora non ci sarà una sede distaccata dell’agenzia per i beni confiscati a Bologna, ricordando che la riforma del codice antimafia entrata in vigore lo scorso novembre «prevede di mantenere solo le sedi di Roma e Reggio Calabria».
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