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È morta la donna ferita nello schianto

di Miriam Figliuolo
È morta la donna ferita nello schianto

Maira Zavaroni, 62enne coinvolta nell’incidente di Montecchio, abitava a S.Ilario. Era stata volontaria della Croce Bianca

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SANT’ILARIO. I soccorritori hanno provato di tutto, comprese le manovre di rianimazione sul posto, ma le condizioni della donna erano disperate. Maira Zavaroni, pensionata di 62 anni, è morta lunedì sera, qualche ora dopo il suo arrivo al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.

La donna era rimasta coinvolta nell’incidente stradale avvenuto a Cornocchio lunedì pomeriggio, poco dopo le 16.30, lungo strada Calerno, all’altezza dell’incrocio per Aiola: un frontale tra auto dagli esiti devastanti e, purtroppo, mortali, per la donna, apparsa in condizioni già critiche all’arrivo dei soccorritori.

La salma è stata ricomposta all’obitorio dell’ospedale di Reggio in attesa delle disposizioni della magistratura. Il sostituto procuratore Giulia Stignani, che coordina le indagini, eseguite dalla polizia stradale di Reggio Emilia, ieri mattina ha ricevuto l’informativa riguardo allo schianto.

La dinamica è piuttosto chiara, e per questo il magistrato non sembra orientato a fare eseguire l’autopsia. A confermarla, la testimonianza di un altro automobilista. L’auto condotta dalla donna, un’utilitaria Citroen, all’improvviso ha invaso la corsia di marcia opposta schiantandosi frontalmente con la station wagon che sopraggiungeva nell’opposto senso di marcia. Forse un malore o una distrazione hanno fatto perdere il controllo alla Zavaroni.

La notizia della sua morte, e che si trattasse proprio di Maira, ieri mattina si è diffusa in pochissimo tempo, rimbalzando anche sui social con numerose manifestazioni di cordoglio. La pensionata era una persona molto conosciuta in paese a Sant’Ilario. Viveva in via Achille Peri, con il figlio di 36 anni. Aveva lavorato alla Crown imballaggi di Calerno per almeno vent’anni. Qualche anno fa la pensione.

Una vita che qualcuno definirebbe “normale”, quasi anonima, ma che la Zavaroni aveva riempito di colore e grazia, dispensando i suoi sorrisi e la sua positività a tutti quelli che la conosceva.

Era frequente vederla in giro per il paese in sella alla sua bicicletta: sempre vestita in modo elegante, tacchi alti e lunghi capelli biondi e ricci che le ricadevano sulle spalle; a volte il capo coperto da cappelli a falde larghe. Un abbigliamento eccentrico forse, ma che esprimeva tutta la gioia di vivivere di questa persona semplice e generosa. Aveva anche svolto attività di volontariato alla Croce Bianca di Sant’Ilario, Gattatico e Campegine, iniziando proprio nei primi anni di attività di questa associazione, fondata 35 anni fa, il cui obiettivo è “mettersi al servizio della comunità con impegno e dedizione”.

«Sono stravolta – dice chi ha condiviso con lei vent’anni di lavoro –. Era una persona che amava la vita e aveva una risata e un sorriso per tutti. Sempre “pimpante” sulla sua bicicletta...».

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