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Ecco gli otto architetti che hanno ridisegnato il centro storico di Reggio Emilia

di Leonardo Grilli
Ecco gli otto architetti che hanno ridisegnato il centro storico di Reggio Emilia

Ecco tutti gli studi che hanno riprogettato i volti dei principali spazi pubblici. Per 4 delle 11 riqualificazioni sono stati utilizzati dipendenti del Comune

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REGGIO EMILIA. Una piazza non è solo un luogo soggetto alle regole dell’urbanistica. Rappresenta la storia di una città, il modo di fare socialità dei suoi cittadini, l’identità di una comunità. La cultura, nella sua accezione più ampia. E l’importanza che hanno questi spazi è dimostrata anche dal vivace e ricco dibattito che ne scaturisce non appena si parla di riprogettazioni e riqualificazioni.

Ma chi sono gli studi, e gli architetti, artefici di questi disegni? Per capirlo abbiamo riconsiderato le più recenti riqualificazioni – completate o di prossimo avvio – delle piazze più importanti della città, risalendo a chi ha firmato i progetti.

Partendo dalle ultime due agorà, quelle finanziate grazie ai fondi ministeriali del Ducato Estense, l’appalto pubblico per piazza Roversi è stato vinto da una cordata formata dal Laboratorio di architettura Rinaldi e Casarini assieme allo studio Restart di Novellara. Rinaldi (Andrea) ricopre anche il ruolo di presidente dell’Ordine degli architetti di Reggio Emilia. Il progetto gemello, quello di piazza Gioberti, è stato affidato con le stesse modalità allo studio Cittarchitettura di Andrea Oliva.

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La firma di Oliva – accanto a quella dell’architetto comunale Elisa Pedroni – compare poi in un altro importante intervento concluso nel 2010, sotto l’allora giunta Delrio: quello che ha cambiato piazza XXIV Maggio, da tutti conosciuta come piazza della Legna. Fu allora che, oltre alla pavimentazione, venne introdotta anche la stazione ecologica interrata per la raccolta differenziata dei rifiuti.

La «giovane e valida professionista Pedroni», come la definì lo stesso Delrio, ha posto il sigillo finale anche sul disegno che ha riqualificato la vicina piazza Fontanesi, ormai da tutti riconosciuta come il salotto buono della città. Sempre della Pedroni, infine, la firma sul progetto che ha reso piazza Casotti – la vecchia “piaseta di Zavai”– così come la vediamo ora. Un intervento studiato in realtà da più tecnici e che principalmente ha sostituito nel 2006 la pavimentazione e cambiato gli arredi urbani.

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Al di là del municipio, invece, la recente riqualificazione di piazza Prampolini è stata progettata e realizzata dal Comune grazie agli ingegneri Matteo Tanzi ed Ermes Torreggiani. Dell’architetto e dipendente comunale Simona Bianchini invece l’intervento, in attesa della gara definitiva, su piazza San Prospero. Che dopo circa 11 anni vedrà una profonda risistemazione della pavimentazione.

Passando infine ad alcune delle piazze più discusse dai reggiani, infine, le due spianate di piazza della Vittoria e piazza Martiri del 7 Luglio hanno avuto lo stesso padre: il gruppo di progettazione CairePro, che ha vinto il bando grazie al progetto “proiezioni urbane 760” che si proponeva fra le altre cose di «raccogliere gli elementi alla deriva» come i teatri e i musei o di «offrire spazi per la sosta chiaramente riconoscibili, dotati di sedute, giochi d’acqua, luci, giardini».

Gli ultimi due spazi, infine, sono leggermente decentrati rispetto al centro storico. Piazza Duca d’Aosta – da tutti conosciuta per “Mazinga”, come viene chiamata la statua al centro della rotonda in circonvallazione – appartiene al X2, lo studio di Architettura di Silvia Fornaciari e Marzia Zamboni. La nuova rotatoria di piazzale Marconi, invece, è stata ridisegnata dal paesaggista Giuseppe Baldi nel 2016.
 

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