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Il sindaco scrive alle famiglie per il no e scoppia la polemica

Il sindaco scrive alle famiglie per il no e scoppia la polemica

La missiva arriverà in 4mila ma piovono critiche costi e opportunità dell’iniziativa. Boni: «È normale che un primo cittadino si butti nella campagna?». Burani: «Ho diritto di dire la mia»

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CAVRIAGO

Una lettera per convincere le 4mila famiglie cavriaghesi a votare no al referendum sulla scuola – la realizzazione di un nuovo edificio scolastico in alternativa all’investimento previsto per la ristrutturazione della scuola primaria Rodari – è l’ultima iniziativa del sindaco Paolo Burani. L’ultima, e non solo in ordine di tempo: l’ultima possibile perché nei trenta giorni che precedono la consultazione, che è in programma il prossimo 22 aprile, il primo cittadino non potrà intervenire, così prescritto e come avviene per ogni altra votazione.

Ma anche questa iniziativa sta facendo discutere. Liusca Boni – consigliere comunale di Cavriago Città Aperta e tra i promotori del sì – attacca dalla sua pagina Facebook: «È normale che un sindaco si butti nella campagna referendaria scrivendo una lettera a tutti i cittadini dal titolo “Vota no?” Con quali soldi ha pagato la stampa e la diffusione? Quanto ha speso? Devo pagarla anch’io?». Interrogativi che abbiamo girato allo stesso Burani, che senza esitazione, replica: «Verrà recapitata a casa da dei volontari. Non ci saranno spese per il Comune, se non quelle della carta. Le sto piegando a mano io, e la mia segretaria fuori orario di lavoro». E aggiunge: «Credo di avere diritto di opinione rispetto a una cosa importante. O vogliono chiudere la bocca anche a me? Avrò bene il diritto o dove siamo finiti? In dittatura? In ballo ci sono cose che ha deciso il sindaco ed è giusto che abbia il diritto di dire la sua».

E nella lettera Burani scrive: «Il prossimo 22 aprile sarete chiamati a esprimervi al referendum consultivo proposto da un comitato che vuole costruire una nuova scuola media invece di ristrutturare la scuola elementare Rodari. Si può capire il desiderio di fare una struttura nuova, ma purtroppo oggi è fuori da ogni logica». «Il Comune è oggi nelle condizioni di poter procedere autonomamente all'avvio dei lavori di ristrutturazione. Tutto ciò a conclusione di un iter processuale che ha visto l’amministrazione comunale incassare la fideiussione bancaria di 2milioni di euro. Fideiussione che, è bene chiarire, non può essere utilizzata per altre opere, pena la perdita della somma – prosegue –. L’avvio dei lavori di ristrutturazione è fissato nei primi mesi dell’anno scolastico 2018-2019. Nel periodo di durata del cantiere (due anni) è previsto che le classi a tempo normale siano ospitate nella struttura prefabbricata mentre le classi del tempo lungo nell’ex scuola “I Tigli”. La struttura prefabbricata sarà collocata nella zona sud del Parco dello sport».

«Alla conclusione dell’intervento, la nuova Rodari rispetterà tutti gli standard in materia di sicurezza e di antisismica. Le aule dislocate su due piani saranno più grandi di quelle attuali. Saranno inoltre ricavati otto laboratori. La superficie del cortile, a fronte dell’ampliamento, non si ridurrà - sottolinea - Questo progetto di ristrutturazione è da intendersi in un’ottica di recupero e valorizzazione del patrimonio edilizio esistente. Il progetto fa inoltre parte di una programmazione che nel giro di due anni vedrà la ristrutturazione e messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici del Comune». E spiega: «Sono stati infatti assegnati dal governo 450mila euro per il complesso scolastico Le Betulle e 700mila euro per la scuola secondaria di primo grado Galileo Galilei. Tutto questo è frutto di programmazione e controllo del bilancio del Comune».
«Un investimento come quello di una scuola nuova oggi non ha alcuna copertura finanziaria. Mancano come minimo 4 milioni di euro. Il comitato promotore non ha un progetto, non ha un piano finanziario. Le uniche proposte di finanziamento sono impraticabili. Quando si fa un’opera pubblica bisogna avere i soldi, tutti e subito, nel momento in cui si fa la gara d’appalto: lo dicono il codice degli appalti e la Costituzione – va avanti - Seguire la strada da loro proposta vorrebbe dire rinunciare ai 2 milioni di euro della fideiussione e indebitare il Comune per i prossimi quindici anni, rinunciando ad altri investimenti, come il mutuo per l’allargamento della casa protetta e a qualsiasi altro investimento per la comunità: penso ad esempio alla ristrutturazione delle case popolari e al piano delle asfaltature, già previsti nel piano delle opere pubbliche. Chiedo a tutti voi di esprimersi per il no al referendum, di salvare il Comune da un disastro finanziario, di salvare il progetto di un polo scolastico e della formazione come quello del complesso Cremeria».

«Non mettiamo a rischio il futuro del Comune – conclude il sindaco di Cavriago – e non gettiamo al vento gli investimenti fatti in tutti questi anni per conservare e rigenerare urbanisticamente un pezzo di Cavriago che è anche un pezzo della nostra storia». <QM>(el.pe)
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