Reggio Emilia, gara di solidarietà per salvare dal macello il vitello fuggito dal camion
Parte una raccolta fondi per evitare la macellazione dell’animale che era fuggito dal camion, creando il panico in strada a Codemondo
REGGIO EMILIA . Il vitello de La Collina, fuggito dal camion che lo stava portando al macello, per il momento è salvo. Enea Burani, vice presidente della società cooperativa agricola di Codemondo, assicura che è stato fatto uscire dalla stalla che si trova accanto al mattatoio ed è stato reintegrato nell’azienda.
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Per ora non viene abbattuto. La ribellione che ha caratterizzato il suo trasferimento da via Teggi al macello è stata clamorosa. Per essere indotto alla ragione il bovino, del peso di circa 5 quintali, ha dovuto essere anestetizzato e sedato. La scena non è passata inosservata perché sono dovuti intervenire anche i vigili del fuoco.
La sua fuga dalla morte con un tuffo nel torrente Quaresimo ha acceso la curiosità e l’attenzione di molti reggiani ed è nata una sorta “catena di Sant’Antonio”. In città una signora ha cercato di avviare una raccolta collettiva di fondi per acquistare l’animale: «Poveretto – commenta – sono animali ma avvertono quando stanno per essere ammazzati».
Ha subito trovato l’adesione di una veterinaria e, soprattutto di un geometra nostro concittadino, Giuliano Cattani, che ha messo a disposizione il proprio telefono (338-6231036) per raccogliere altre adesioni. Il costo per l’acquisto è stimato in circa 2.500 euro.
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Se gli animalisti e i simpatizzanti fossero molto numerosi la quota personale diventerebbe davvero esigua. Il risultato è tutto da vedere. Serve anche un luogo in cui ospitarlo.
«La sensibilità dimostrata dalle persone che ci hanno contattato è lodevole – annota il vicepresidente Burani – e ci trova concordi nell’aver a cuore il benessere degli animali. Ma il nostro è un allevamento di bovini da carne e ci sono limitazioni normative al passaggio di proprietà. Sarebbe stato tutto più semplice se si fosse trattato di un animale da latte. Ci siamo informati presso l’Ausl e ci hanno spiegato l’intreccio legislativo che regola la materia. Non è facile e non sappiamo ancora se sarà possibile. Comunque per ora è vivo e gode ottima salute».
Perché il vitello è fuggito durante la corsa al mattatoio? Qualcuno pensa abbia intuito il traguardo finale. «No, penso che sia stato un gesto istintivo perché da noi gli animali possono vivere in libertà, girovagare. Il fatto di trovarsi rinchiuso, confinato dalle recinzioni del camion, lo ha probabilmente fatto innervosire e perciò ha deciso di liberarsi e poiché è un elemento giovane ha fatto sfoggio di tutta la sua forza. Noi però abbiamo a cuore il loro benessere. Lo possono costatare coloro che ci fa visita quando organizziamo le fattorie didattiche. Cerchiamo fra l‘altro di garantire loro il modo migliore per alimentarsi. Ci occupiamo anche di biodinamica per completare il ciclo produttivo e puntiamo perciò ad avere da loro un’ottima materia organica. Se potessimo non li macelleremmo, ma ricavare carne è il nostro impegno».
Il vitellino della Collina, dell’età di un paio d’anni, quanto meno ora ha un po’ di tempo per invecchiare. Anche se il suo destino appare purtroppo segnato. A meno che i compratori siano tanti e la normativa italiana consenta di allungargli la vita.
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