San Giorgio a Luzzara riapre sabato dopo 6 anni
LUZZARA. E’ San Giorgio di Luzzara la prima delle chiese ferite dal terremoto del 2012 ancora da riaprire. Sarà inaugurata il 24 marzo dopo gli interventi di consolidamento e restauro. Un’operazione...
LUZZARA. E’ San Giorgio di Luzzara la prima delle chiese ferite dal terremoto del 2012 ancora da riaprire. Sarà inaugurata il 24 marzo dopo gli interventi di consolidamento e restauro. Un’operazione complessa, costata un milione 200.000 euro, oltre ai 180.000 destinati al restauro. «Anche se i lavori su alcuni dipinti non sono ancora terminati – spiega il parroco don Piergiorgio Torreggiani, che si è dato molto da fare per riaprire l’edificio chiuso da sei anni – e una parte di impalcature resterà, la navata centrale della chiesa è pronta e quindi faremo ugualmente la cerimonia di inaugurazione prima della Pasqua». Cerimonia alla quale parteciperà il vescovo Massimo Camisasca. «La chiesa – spiega monsignor Tiziano Ghirelli, direttore dell’Ufficio beni culturali della diocesi – è tra le più belle della provincia. Di impianto romanico ma rifatta nel Cinquecento guarda al mantovano e all’architettura dei Gonzaga». L’edificio è stato profondamente danneggiata dal sisma del 2012 «anche a causa – prosegue monsignor Ghirelli – di vecchi lavori di ristrutturazione fatti in modo sciagurato. Negli anni Settanta il tetto è stato consolidato utilizzando travi di cemento che hanno eccessivamente appesantito la copertura poggiata su pareti antiche e fragili. E’ evidente che le scosse, molto forti, del terremoto hanno provocato lesioni gravissime alle strutture». Particolarmente complessi i lavori sul tetto della chiesa di San Giorgio – vincitrice della gara la ditta Bottoli di Mantova – che hanno comportato l’eliminazione dei travetti di cemento con la sostituzione di strutture in legno. I lavori hanno riguardato la facciata, il miglioramento della stabilità dell’edificio, le riparazioni delle lesioni provocate dalle scosse, l’inserimento di tiranti. Questi gli interventi realizzati con il contributo statale/regionale. Poi c’è stata la solidarietà dei fedeli, grazie alla quale la parrocchia ha raccolto altri 75.000 euro che sono stati utilizzati per il ripristino degli impianti e il restauro dell’organo costato, da solo, 40.000 euro. (c.o.)
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