Cane sbranato dai lupi in un’azienda di Toano
L’animale era alla catena e non ha potuto sfuggire all’assalto dei predatori. «Non è la prima volta che ci capita. Ora temiamo per la nostra incolumità»
TOANO. «Erano quattro lupi, mio figlio li ha visti mentre davano gli ultimi colpi al cane e poi scappano. E non è il primo cane che perdiamo». È sconsolato Dante Raggioli, imprenditore agricolo che vive in una borgata in via San Martino fra L’Oca e Corneto, nel territorio di Toano: nella notte fra lunedì e martedì quattro lupi hanno assaltato il cane che teneva fuori dall’abitazione di famiglia e lo hanno sbranato. Dell’animale è rimasto qualche brandello, la testa e poco più.
Le immagini dell’aggressione hanno iniziato a girare rapidamente per tutta la montagna e hanno colpito per la loro brutalità, ritornando a portare l’attenzione sulla presenza di branchi di lupi e di cani selvatici in Appennino e sui danni che possono provocare agli allevatori.
Ed è il caso di Raggioli, titolare con la propria famiglia di un allevamento bovino con oltre cento capi in una delle zone storiche di produzione del Parmigiano Reggiano di montagna. L’aggressione è avvenuta nel cuore della notte e i Raggioli non hanno potuto fare altro che assistere. «Era un cane a cui ero molto legato, e di buon valore, un segugio da lepre. Lo tenevamo bene, all’aperto, con la catena e la cuccia coperta, eravamo molto legati a lui e questa perdita è pesante», racconta Dante.
«Abbiamo sentito le lamentele del nostro cane, nella notte non è che si possa uscire subito, il tempo di mettersi qualcosa addosso e i lupi se ne erano già andati via. Mio figlio è corso fuori e ha fatto in tempo a vedere quattro animali che se ne correvano via nel bosco. Del cane era rimasto davvero poco». «Non è il primo cane che ci viene ucciso – prosegue l’allevatore – Un paio d’anni fa era successa la stessa cosa, questa è una ferita molto profonda, ci siamo rimasti davvero male».
I timori ormai sono costanti, e la presenza dei lupi è cosa certa. «Sono amareggiato e dico anche di aver sentito polemiche che hanno davvero poco senso – afferma Raggioli – Ho letto che i lupi sembrano attaccare solo le case dei cacciatori, che poi segnalano quello che succede. Ebbene, io sono un agricoltore, vivo in campagna e sono un cacciatore. Non ho assolutamente nulla contro i lupi, ma i danni li abbiamo subiti per davvero, e mi dà fastidio sentire cose non vere».
La discussione è sempre molto calda sul tema in montagna. «La presenza di questi branchi è certa, è una costante e noi abbiamo già subito diversi danni. Abbiamo visto bene queste bestie mentre andavano via, erano lupi, hanno lasciato delle impronte enormi, sembrano delle ciaspole, le racchettone da neve, da quando erano larghe. Si parla anche di ibridi, di cani selvatici, ma io non li ho mai visti . Qui da noi però sono arrivati i lupi. E la situazione non è delle migliori, qualche giorno fa anche mia moglie ha avuto paura nel girare attorno a casa, per via di del branco che passa spesso in zona».
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