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Alla sbarra i venditori delle auto-fantasma

Alla sbarra i venditori delle auto-fantasma

Castellarano: hanno incassato i soldi senza consegnarle. Tre gli imputati accusati di truffa

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CASTELLARANO. Voleva l’auto dei suoi sogni ed era convinto di averla trovata in una concessionaria multimarca di Roteglia, a Castellarano. IL compratore modenese aveva trovato la Opel Mokka pagata alla concessionaria che però, accampando una scusa dopo l’altra, non ha mai consegnato la macchina. Un caso non isolato, che ha portato ieri alla prima udienza del processo per truffa in concorso che vede ora alla sbarra Christian e Raffaello Spadoni insieme a Lucia Cristiano, gestori dell’autosalone che incassava i soldi dai clienti ma non consegnava poi le auto. Nove le parti civili che si sono costituite a processo, al quale ieri sono stati sentiti anche i testi citati dal sostituto procuratore Valentina Salvi. «Conoscevo da tempo i fratelli Spadoni è avevo portato loro delle auto da vendere» racconta un fornitore di Castellarano, anche lui pagato solo parzialmente dai commercianti verso i quali ha sporto a sua volta querela nel 2015. «Un giorno mi chiama un cliente perché non aveva il passaggio di proprietà – dice il teste davanti al collegio dei giudici del tribunale di Reggio – io non sapevo cosa stesse accadendo ma avevo sentito delle voci in paese che dicevano che la concessionaria aveva delle difficoltà». I casi confluiti nel processo riguardano clienti truffati sia di Reggio che di Modena, uno di questi rappresentato dall’avvocato Edoardo Salsi del foro di Modena: «Le querele erano state diverse e la truffa riguarda sia utilitarie che macchine di fascia media», racconta l’avvocato.

In pratica i tre imputati si presentavano come regolari vendite di automobili in capo alla concessionaria multimarca di Castellarano, ma di fatto erano vendite fantasma. Le autovetture vendute ai clienti, infatti, non venivano consegnate sebbene fosse stato pagato l’intero corrispettivo del valore dell’auto venduta. Un business da decine di migliaia di euro quello intascato da tre indagati che è stato portato alla luce nel 2015 dai carabinieri a cui i clienti raggirati si sono rivolti facendo denuncia. Così, con l’accusa di concorso in truffa continuata, i carabinieri avevano denunciato alla procura della Repubblica i fratelli Spadoni – 70 anne e un 43 anni di Castellarano – e l’amministratrice della società, 30enne di Polinago (Modena). I tre, attraverso la concessionaria, percepivano la somma totale del valore delle auto vendute, che esistevano ma che non venivano poi consegnate. (e.l.t.)

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