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Casa chiusa in stazione: 3 donne a processo

Casa chiusa in stazione: 3 donne a processo

L’appartamento di Piazzale Marconi era stato segnalato dai vicini, le indagate cinesi sono irreperibili

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REGGIO EMILIA. Uno dei tanti casi di illegalità venuti a galla in questi ultimi anni grazie anche alla collaborazione dei residenti – spesso esasperati – e forze dell’ordine, è giunto in queste ore al cospetto di un giudice. Il gup Angela Baraldi, infatti, ha rinviato ieri a giudizio due donne cinesi, una di 44 anni e l’altra di 52 anni, accusate di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione oltre che della gestione di una casa chiusa ricavata all’interno di un appartamento al civico 14 di Piazzale Marconi. La prima si sarebbe prostituita sotto la direzione della seconda, che avrebbe avuto un ruolo di gestione. Ma sono diverse le ragazze che giravano per quella casa sotto l’occhio vigile dei vicini che nel 2014 hanno allertato forze dell’ordine le quali, giunte sul posto, hanno effettuato un blitz denunciando poi le donne trovate all’interno.

Il procedimento penale scaturisce quindi dalla denuncia notificata alle due donne - difese d’ufficio dall’avvocato Domizia Badodi - che risultano ora irreperibili come è irreperibile fin dalle prime battute una terza donna di 42 anni, sempre di origine cinese, per la quale il procedimento è stato quindi sospeso e sono state disposte nuove ricerche.

Le donne al centro dell’indagine pubblicavano annunci espliciti lasciando come riferimento un numero di cellulare. Il via vai ha insospettito i vicini che hanno deciso di passare all’azione nel più ampio quadro di rapporti intessuti dalla questura con i residenti del “quadrante rosso”, quello che fa riferimento alla stazione dei treni. Attraverso le indagini sono stati tracciati i numeri di telefono risalendo alle intestazioni e all'utilizzo del numero di cellulare pubblicato sull’annuncio. Per cercare le tre donne, resesi irreperibili, sono state effettuate ricerche da Milano a Forlì. Poi il rinvio a giudizio che difficilmente vedrà sedersi sul banco le due imputate.

La svolta nelle operazioni di controllo in stazione era giunta con l’arrivo del precedente questore, Isabella Fusiello, che aveva dato priorità alle segnalazioni dei residenti facendo poi scattare controlli a tappeto da via Eritrea a via Turri passando per via Vecchi e via 4 Novembre. Strade dove la città era più fragile e dove si radicano anche altre criticità, come i bivacchi e il degrado. Su ordine del questore furono setacciati gli appartamenti e controllate le residenze essendo decine quelle fasulle che costringevano chi viveva regolarmente a dover subire una illegalità diffusa. Operazioni di controllo che stanno proseguendo a tambur battente in città anche con il questore Antonio Sbordone. (e.l.t.)

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