Commercianti e residenti si appellano al Comune
Il comitato e l’Ati commercianti di Porta Castello uniti sulla nuova piazza Roversi Fra le richieste all’amministrazione una “zona 30” e più attenzione alla mobilità
REGGIO EMILIA. Spazio sarà sottratto alle auto attraverso la riduzione delle carreggiate e il loro spostamento sul lato sud, uno specchio d’acqua e un’area alberata con lecci davanti a palazzo Rangone. Questa sarà, in sintesi, la piazza Roversi del futuro così com’è stata progettata dal Laboratorio di architettura Rinaldi e Casarini assieme allo studio Restart di Novellara. Un rifacimento piuttosto radicale sul quale vogliono però aver voce in capitolo i residenti e i lavoratori del quartiere. E così, a seguito dell’appello della Gazzetta di Reggio, il comitato Porta Castello e l’Ati commercianti hanno redatto unitariamente una vera e propria lista di richieste rivolte all’amministrazione comunale.
«L’esperienza portata avanti in questi anni con il “Bike Party” del 2017 e “Via Ariosto Urban Renaissance” – esordiscono i due presidenti Marta Davoli ed Emma Algeri – ci ha insegnato che più i progetti sono condivisi attraverso un percorso partecipato tra cittadini, residenti e commercianti assieme, più si eleva il livello progettuale e quindi qualitativo. Chiediamo quindi, a proposito di piazza Roversi, di apportare nello studio progettuale tutti gli strumenti e le tecniche conosciute affinché la “Zona 30” sia realizzata con la cura di particolari necessari per queste zone, compresa la carreggiata delle auto che possono transitare in Ztl, cogliendo l’occasione del finanziamento alla Passeggiata Ducale».
Una proposta corredata da una vera e propria lista di “suggerimenti” per meglio attuarla: «Formazione di “porte d’ingresso” alla “Zona 30”, piazza rialzata agli ingressi per dare la precedenza ai pedoni e rallentare la velocità di auto e mezzi pubblici, attraversamenti pedonali e intersezioni rialzate su via Ariosto, verifica della sicurezza dei cordoli rialzati denominati nel progetto “argini”, riduzione della carreggiata, segnaletica orizzontale e verticale con totem illustrativi e arredo di supporto».
Pur non entrando nel merito estetico-architettonico del progetto di piazza Roversi, comitato e Ati sottolineano poi l’importanza del rispetto della mobilità dolce, poiché i commercianti sopravvivono se vi sono tante persone che si muovono a piedi, in bicicletta e con mezzi pubblici adeguati e confortevoli. «Molto importante nel progetto – sottolineano i due presidenti – è quindi la definizione di luoghi per il parcheggio delle biciclette, invitando le auto a procedere a velocità inferiori e a transitare su strade alternative di scorrimento rispetto a quelle del centro storico». Un problema, quello del traffico, che ha anche ripercussioni “ambientali” oltre che pratiche. E i residenti lo sanno bene.
«Per quanto concerne il problema acustico sollevato da alcuni cittadini – prosegue l’appello – si chiede che il manto di asfalto di via Ariosto venga rifatto completamente con tecnologie e materiali fonoassorbenti onde evitare l’effetto di sfregamento delle gomme e soprattutto degli autobus: le eventuali pavimentazioni in pietra siano studiate coerentemente». Un approccio che, per comitato e Ati, deve essere adottato anche per quanto riguarda il trasporto pubblico: «Chiediamo che gli autobus continuino a servire via Ariosto, sostituiti però con un progetto futuro di nuove macchine elettriche e/o ibride più silenziose e più adatte ad entrare in strade strette e perimetrate da facciate storiche».
Un elenco che ha anche il tono di un ultimo anelito di speranza. «Sono circa 50 anni che Porta Castello “non riceve attenzioni” sui temi della rigenerazione urbana – chiudono i residenti – pur rappresentando la storica porta di accesso alla città. È da diverso tempo ad esempio che in via Ariosto chiediamo il completamento dell’illuminazione a muro e la potatura degli alberi per rendere il percorso pedonale più vivibile nel cosiddetto tratto sud, opere già comprese nel progetto preliminare della Passeggiata Ducale». Leonardo Grilli
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