Gazzetta di Reggio

Reggio

Gandolfi, vita da ex: «Non farò il sindaco»

di Roberto Fontanili
Gandolfi, vita da ex: «Non farò il sindaco»

Con l’avvio della nuova legislatura sono quattro i reggiani che salutano il Parlamento. Vitalizi solo per Marchi e Pignedoli

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA . Primo giorno da ex per quattro parlamentari reggiani che per scelta o per forza non sono stati ricandidati. Tre sono ex deputati e senatori Pd: Maino Marchi, Leana Pignedoli e Paolo Gandolfi. La quarta è l’ex senatrice Maria Mussini, eletta nelle liste del M5s e poi passata poco dopo nel Gruppo Misto. Per quasi tutti gli uscenti si riannoda il percorso lasciato al momento del loro ingresso in Parlamento, eccezion fatta forse per l’ultimo parlamentare della montagna reggiana, la senatrice Leana Pignedoli, che potrebbe optare per un pensionamento anticipato lasciando l’insegnamento.

Ma la situazione è diversa da caso a caso e a far la differenza è il vitalizio. Maino Marchi e Leana Pignedoli potranno contare, infatti, sul vitalizio che spetta a chi ha trascorso almeno 10 anni nelle aule parlamentari, ha compiuto i sessant’anni e non viene rieletto. Per gli altri due invece l’unico paracadute è rappresentato dal Tfr che è pari a circa 40mila euro. Cifra che corrisponde ai contributi versati in questi anni e che avrebbero perso automaticamente in caso di conclusione anticipata della legislatura. Per aver diritto alla pensione gli onorevoli versano un contributo pari all’8,8% dell’indennità lorda e cioè 918,28 euro al mese.

Il dopo in qualche caso è pieno di incognite. Per Paolo Gandolfi (dopo aver visto cancellato il proprio nome la notte prima delle presentazioni delle liste), il futuro è quello di tornare a fare l’architetto. «Niente politica se non come attivista», premette e alla domanda se intende tornare in pista alle prossime elezioni amministrative a Reggio o in Regione, la sua replica è netta: «Non ho intenzione né di fare il sindaco, né il consigliere regionale. Faro l’architetto e cercherò di lavorare il meno possibile a Reggio. Ho già ricevuto alcune proposte di lavoro».

Continuerà invece il suo impegno per l’uso della bicicletta e sulla mobilità sostenibile: «Nei prossimi giorni sarò a Vicenza e a Milano per partecipare ad alcuni convegni come relatore e altri sono in calendario. Sto organizzando per l’8 aprile a Roma la manifestazione nazionale Bicifestazione 2018. Poi riprenderò il lavoro che mi ha dato da vivere prima del mio impegno amministrativo e politico».

Maino Marchi, che invece è dipendente del Pd e attualmente è il tesoriere della Federazione provinciale, riprenderà «almeno per adesso – precisa – l’impegno part–time nel partito, poi si vedrà».

Chi tornerà a scuola per fare l’insegnante, ma non lascerà la politica è Maria Mussini. «Ho preso l’aspettativa fino a maggio per non portare via il posto a chi mi ha sostituito», poi sarà nuovamente disposizione e riprenderà a insegnare latino e greco al Liceo Ariosto.

In politica invece conferma la sua distanza siderale dal M5s e di guardare con interesse al “partito dei sindaci” la creatura del sindaco di Parma Pizzarotti.

«Quel progetto – rimarca – è frutto di più di una conversazione con Federico». Poi arriva un giudizio durissimo sui 5 Stelle. «Il movimento in origine era un’altra cosa – chiosa – e la metamorfosi è diventata la metastasi. Se l’obiettivo non era quello di un successo elettorale ma quello di cambiare politica è clamorosamente fallito. Il risultato premia chi fa politica come gli altri». L’ex senatrice rivendica poi le battaglie civili siano alla base della sua cultura politica e sostiene che «bisogna ricominciare da capo e reinvestire sulle persone e sul senso di comunità. Il ragionamento di Pizzarotti di ripartire dai sindaci è in linea con quello che sostengo e cioè che bisogna ripartire dall’ascolto delle persone, altrimenti si fa solo politica di palazzo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google