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di GIUSEPPINA BOIARDI ; di CRISTINA CAMURRI ; ; di ENRICO CILLONI ; di GAETANO GIGLIO; ; di SEBASTIANO SIMIONATO
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REGGIO EMILIA. Già dalle prime ore del mattino, sono stati davvero in tanti i lettori che ieri hanno voluto scrivere alla Gazzetta di Reggio per esprimere la propria opinione riguardo ai progetti di...

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REGGIO EMILIA. Già dalle prime ore del mattino, sono stati davvero in tanti i lettori che ieri hanno voluto scrivere alla Gazzetta di Reggio per esprimere la propria opinione riguardo ai progetti di piazza Roversi e piazza Gioberti.

E, come in ogni dibattito che si rispetti, i giudizi sono stati i più svariati. Cominciamo oggi a pubblicarne una prima selezione delle lettere che ci hanno inviato i lettori, non potendo per esigenze di spazio dar voce oggi a tutti, e proseguiremo nei giorni seguenti.

di GIUSEPPINA BOIARDI

Il mio albero genealogico risiede a Reggio da che ne ho memoria. Vi prego di non volermene, ma la nuova Roversi è oscena. Trasforma un allegro slargo, in un’area di marcia e addestramento militare… Dà l’idea di un progetto svogliato, distratto, povero di idee e piatto. Molto meglio così come è oggi. Gioberti e il medaglione: l’obelisco è un’icona della città che non andrebbe toccata mai. La vaschetta d’acqua si è già dimostrata fallimentare davanti ai Teatri, è poco igienica, e sicuramente laboriosa e costosa da mantenere. Errare humanum est, ma perseverare… Sono certa che un’ATI come la vostra possa fare molto, ma molto di meglio. Soprattutto pensando di dover firmare un progetto di cui tutta la città di Reggio si ricorderà per almeno 6 volte al giorno.

Detto questo io credo che la città necessiti di ben altri e più seri interventi. Un esperto mi ha ricordato che questi fondi o vengono spesi per riqualificazione di piazze o tornano al mittente. A questo proposito se una cosa non serve, non c’è nulla di male (anzi è onesto) restituirla al mittente a buon pro di chi ne ha veramente bisogno. Mangiare tutta la torta pur di non lasciarne nemmeno un pezzetto prima o poi ti fa scoppiare la pancia…

Ma se proprio, proprio avessimo voluto approfittarne lasciamoci ispirare dallo stile esistente e da criteri di praticità. Guardiamo per esempio la riqualifica di piazza Fontanesi, Parco Cervi dietro Sant’Agostino, l’intervento di via Pansa confinante con l’area del Tribunale, la bellissima caserma Zucchi, il campus Max Mara, i cavalcavia delle vele ma cielo non guardiamo la piazza del municipale. E comunque sia, vi sono aree della città con impellente necessità di make-up. Vedi per esempio la stazione centrale e il Foro Boario che doveva essere un parcheggio scambiatori, ma è attualmente una stazione di raccolta refusi, campetta stranieri e camping non autorizzato. Perché non riqualifichiamo quella? Magari un bel campus sportivo con area verde per le numerose abitazioni e scuole limitrofe? E subito di là dalla rotonda, che dire del complesso mercato ortofrutticolo?



di CRISTINA CAMURRI

Basta con restauri che snaturano l’identità degli edifici e delle persone che in essi si sono ritrovate per anni. Restaurare se necessario ma senza cambiare nulla. Noi reggiani veri vogliamo la nostra città così com'è per sempre. Meglio aggiustare le buche nelle strade in modo permanente, tenere più pulita la città e dintorni non solo le rotonde, ecc. Basta a questi restauri inutili e orrendi senza stile e senza armonia con la città e i reggiani.



di ENRICO CILLONI

Non sono solito scrivere per queste scelte unilaterali in quanto, come già evidenziato da altre persone, le decisioni sono state già prese. Voglio però esprimere il mio giudizio, che credo sia anche di una buona parte dei cittadini di Reggio.

Sono del ’59 e ho visto la mia città cambiare tanto negli ultimi anni, soprattutto anche nei punti storici e caratteristici del centro storico. Non credo mi si possa definire arcaico e obsoleto, ma non condivido assolutamente le scelte fatte per le ristrutturazioni delle piazze cittadine.

Partiamo da piazza Martiri Ddl 7 Luglio o piazza d’armi (come la chiamavamo noi), rifatta da alcuni anni e “sembra” solo ora finita, ma che così non è. Ha completamente stravolto l’immagine di una piazza con due teatri, musei e gallerie in stile con una cementificazione assurda, senza alberi e spazi aggreganti; le motivazioni della scelta sono assurde. La fontana, le panchine, i chioschi e tutto quello che serviva per le persone come punto di riferimento e di unione sono stati eliminanti per risolvere i problemi di civiltà alla radice.

Le persone si gettano nella fontana? Basta toglierla. Le panchine servono per dormire o altro? Basta toglierle. Ma che metodo è questo che per evitare il male basta eliminare la persona? Come al solito si opta per la via più facile anche se questa “distrugge” i nostri simboli. Basta andare in altre città per vedere come, al contrario di noi, si risolvono questi problemi senza rinunciare all’identità storica della città. Non voglio toccare poi il fattore economico, in questi giorni stiamo assistendo all’ennesimo intervento alla nuova fontana, ma chi paga tutte queste continue sistemazioni? Senza contare il disagio chiaramente delle persone, abbiamo il centro cittadino che è perennemente un cantiere aperto, per chi viene a Reggio e vuole visitare la città non è il massimo di certo.

Ora si parla di rifare altre piazze, anche qui cambiando stile e altro. Forse queste ultime elezioni non sono riuscite a far capire ai nostri amministratori che le persone hanno cose di cui non sono soddisfatte? Scendere tra la gente che frequenta la città ed avere l’umiltà di ascoltarla forse sarebbe di aiuto.

Scusate lo sfogo, non vuole essere l’ennesima polemica gratuita, ma solo la mia opinione di questo modus operandi.



di GAETANO GIGLIO

Ho letto dei progetti di aggiornamento delle piazze del centro storico cittadino. Ricordo che queste piazze sono state oggetto di importanti lavori nell’ultimo decennio, pertanto sarei del parere di destinare le somme disponibili per interventi di riqualificazione nelle periferie (dove in effetti abitano le persone). In ogni caso, a mio parere il progetto per piazza Roversi sembra seguire una linea architettonica completamente diversa dalla situazione attuale mentre quello su piazza Gioberti risponde meglio al contesto esistente.

di SEBASTIANO SIMIONATO

Sì mi piacciono e trovo i progetti in linea con lo stile di modernità iniziato con le altre piazze. E devo purtroppo confermare che i reggiani si dimostrano provinciali a cui non va mai bene nulla. Ringrazio e sottoscrivo il cammino che ha intrapreso l’amministrazione per svecchiare e rilanciare Reggio verso il futuro. Io abito in centro da poco e vedo poco rispetto per il bene comune dei reggiani. Importante arrivare in centro con la macchina e parcheggiare sotto casa e dove non si può. Fosse per me pedonalizzerei tutto il centro, quindi ben vengano.

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