Il colonnello Buda: «Chiamateci subito»
«L’aver assicurato alla giustizia 31 truffatori non fermerà questi farabutti. Bisogna tenere alta la guardia. Chiamateci subito». Antonino Buda, il colonnello del comando provinciale dei carabinieri...
«L’aver assicurato alla giustizia 31 truffatori non fermerà questi farabutti. Bisogna tenere alta la guardia. Chiamateci subito». Antonino Buda, il colonnello del comando provinciale dei carabinieri di Reggio Emilia, aveva fatto questa dichiarazione ai margini dell’ultima maxi operazione sul fronte truffe agli anziani, sottolineando come il fenomeno dei malviventi ben informati che raggirano dei poveri pensionati prefigurando fantomatici «guai» ai loro cari, per poi chiedere del denaro, è in aumento. L’ultimo episodio ha confermato ancora una volta che, per prevenire queste truffe, particolarmente odiose perché fanno leva sugli affetti più cari, è fondamentale l’informazione e la prontezza delle vittime, che devono anzitutto chiamare i figli o le forze dell’ordine per non “mangiare la foglia” e non cadere nel raggiro ben studiato. Non a caso i carabinieri, oltre alle numerose campagne di informazione alla cittadinanza, hanno istituito una “squadra antitruffa” in seno al Nucleo Investigativo, con il compito specifico di occuparsi delle truffe agli pensionati, spesso mette in atto da bande di professionisti scafati. L’indagine denominata “Porta a porta”, risalente al 18 febbraio scorso, consentì ai carabinieri di sgominare un’organizzazione criminale di matrice napoletana ritenuta responsabile, in tutto il nord Italia, di oltre un centinaio di raggiri ai danni di anziani soli in casa; solo nel reggiano erano stati 33 i colpi, con gli anziani convinti con le scuse più disparate a consegnare di tutto (dalle fedi dei congiunti defunti ai risparmi di una vita) e in taluni casi vittime anche di violenza fisica. Tre le misure cautelari che erano state emesse dall’autorità giudiziaria su 31 indagati.
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