L’opposizione va all’attacco del sindaco
Sassi: «Parla da politico, non è imparziale e vanifica la consultazione». Cersosimo: «Esposto a prefetto e difensore civico»
CAVRIAGO. «Il comportamento del sindaco di Cavriago, inteso come rappresentante dell'istituzione, che ha inviato a migliaia di cittadini una lettera per sostenere le regioni del No al Referendum su un eventuale nuovo plesso scolastico, inteso quale soggetto all'apice della funzione amministrativa comunale, dovrebbe portare lo stesso a non assumere tali iniziative, non perché violano una norma di legge, ma dei principi che regolano l'attività amministrativa».
Lo afferma Gianluca Sassi, espulso dal M5S ma ancora consigliere regionale, dopo l’invio di lettere alle famiglie di Cavriago in cui il sindaco Paolo Burani invita i cittadini a votare no al referendum sulle scuole, in programma il 22 aprile prossimo. «Il sindaco, a mio avviso, comunica non per conto dell'ente, ma per conto della sua visione politica – prosegue Sassi con una terminologia molto “tecnica” – dunque si tratta di comunicazione politica che non dovrebbe essere a carico dell'ente, ma del politico mittente. Se volessimo riconoscere questa comunicazione come istituzionale, non potremmo non riconoscere che non è in linea con il principio costituzionale che afferma che l'attività amministrativa deve essere improntata all'imparzialità e al buon andamento. Nel caso di specie, non si può parlare d'imparzialità perché i contenuti della comunicazione sono riferiti ad una visione parziale, una visione derivante da una linea politica; inoltre non vi è il rispetto del principio di ragionevolezza che fa parte del buon andamento».
«Il principio di ragionevolezza – argomenta Sassi – vuole che l'amministrazione si pronunci sul responso a posteriori e non evidenziano prima che l'eventuale responso favorevole non potrà essere accolto per i motivi che il sindaco dice nella sua comunicazione. Lui di fatto vanifica anticipatamente il referendum; se parlasse in veste di politico sarebbe accettabile, ma l’attività comunicativa dovrebbe essere a suo carico e non dell'ente. Ma se parla in veste istituzionale non può mettere il carro davanti ai buoi».
Per questi motivi, il consigliere regionale suggerisce di «fare una segnalazione ben argomentata al prefetto e al Difensore civico, affinché il sindaco, in veste di rappresentante istituzionale, venga richiamato al suo ruolo di garante e svesta i panni da "giocatore", che può fare come politico in rappresentanza del comitato per il No quando sarà costituito».
A commento della lettera del sindaco alle famiglie e, in particolare, alle parole di Gianluca Sassi, Natascia Cersosimo, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle a Cavriago, afferma: «Dalla Regione parole dure come macigni su questo sindaco. Al limite del legale e comportamento anticostituzionale. Certo che lo faremo l'esposto e la segnalazione. Quando credi che si sia toccato il fondo, arriva l'ennesima mossa inopportuna di questa amministrazione, totalmente inappropriata per il ruolo che ricopre».
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