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«Strade al buio, colpa dei ladri di rame»

di Ambra Prati
«Strade al buio, colpa dei ladri di rame»

Danni alla rete dell’illuminazione: individuato l’elenco delle zone prioritarie dove l’elettricità tornerà nei prossimi giorni

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REGGIO EMILIA. «Intere strade al buio per colpa dei ladri di rame». L’assessore alla Mobilità del Comune di Reggio Emilia, Mirko Tutino spiega così i disservizi nella rete elettrica. Furti di rame, tentati o riusciti, che costeranno un patrimonio alle casse pubbliche in termini di manutenzione: 150mila euro per il ripristino del primo scaglione di dieci punti prioritari e 500mila euro (sì, mezzo milione di euro) stimato «per il danno complessivo con la nuova gara di manutenzione dell’illuminazione».

L’ultimo episodio, riguardante via Adua e il quartiere Santa Croce al buio per sei giorni, ha suscitato clamore sui social network, con i reggiani a segnalare condizioni simili anche a Canali e Fogliano. Non sarà solo colpa dei cacciatori di rame, ma il fenomeno è uscito allo scoperto dopo il cane fulminato in via Papa Giovanni per aver calpestato un tombino collegato a cavi elettrici danneggiati. Era il 2 marzo scorso quando Becky, un cagnone di 30 chili, era morta al Mirabello per la scossa elettrica: qualcuno aveva asportato solo il conduttore di messa a terra di protezione, l’impianto aveva continuato a funzionare e solo dopo l’accaduto i tecnici avevano appurato l’ammanco dell’elemento di sicurezza.

Non sussistono pericoli del genere per le persone, sottolinea l’assessore Tutino, ma ammette che le continue manomissioni della rete, a caccia dell’oro rosso, hanno messo in difficoltà l’illuminazione di interi quartieri, creando chiazze buie a macchia di leopardo.

«I continui furti di rame mettono a rischio la sicurezza sulle strade – dichiara l’assessore – Due le conseguenze principali: primo rischiano di disattivare gli impianti e lasciare senza luce le vie, con conseguente insicurezza stradale e insicurezza urbana. Secondo, questi ammanchi possono provocare un potenziale pericolo dell’impianto elettrico, che rimane in tensione senza gli accorgimenti che assicurano l’isolamento».

Tanto che l’amministrazione comunale è corsa ai ripari, incaricando Gesta Spa Reggio Emilia (la società privata gravitante su Coopservice che si è aggiudicata, tramite due appalti separati, la manutenzione dell’illuminazione pubblica e del riscaldamento) di eseguire una ricognizione e una “mappatura” dei punti più compromessi. «La prima verifica è stata eseguita e sono stati individuati una decina di impianti da ripristinare con la massima urgenza», spiega Tutino. L’elenco, stilato sulla base dei codici identificativi delle cabine, è questo: via Romano, via Duo, tratto via Del Chionso, piazzale Del Grosso (parzialmente spento); pista ciclopedonale del Crostolo da via Monte Cisa a via Gualtieri, via Belojannis, via Fucini, via Pitro Aretino, via Gualtieri (totalmente spenti); via Nervi e via Casello Veneri da via Nervi a via Fermi (totalmente spenti); via Klimentevic e via Antica da via Teggi alla ferrovia (totalmente spenti); piazzale Europa (pazialmente spento); via Ibarruri, via Piaggia e breve tratto di via Marchi (parzialmente spento).

«Ho chiesto a Gesta di dare la massima priorità a queste vie, in modo che in pochi giorni sia completata la messa in sicurezza – spiega l’assessore –. Sugli altri si interverrà in un secondo tempo, anche in base ad altre considerazioni; ad esempio la ciclabile che corre lungo la tangenziale a Canali non è illuminata, ma non è considerata prioritaria. Occorrerà attendere il prossimo bando di gara».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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