Strade colabrodo anche in provincia
Le segnalazioni inviate dai cittadini all’hashtag “BucaRe” riguardano anche i Comuni vicini al capoluogo
REGGIO EMILIA. Le segnalazioni dei reggiani costretti a convivere con le pessime condizioni del manto stradale continuano a fioccare alla redazione della Gazzetta di Reggio. Tanto che, più che strade con le buche, in certi casi sarebbe meglio parlare di buche circondate da residui di strada. Un tema che, comprensibilmente, interessa molto i residenti al punto che sono cominciate ad arrivare email di protesta e testimonianze anche dai Comuni limitrofi al capoluogo.
«Desidero inviarvi copia delle due segnalazioni che ho mandato al sindaco del Comune di San Polo d’Enza – ci scrive ad esempio Patrizia Zanovello – e stamattina anche alla Provincia di Reggio Emilia. La strada in questione è la Provinciale Montecchio Emilia – San Polo, più precisamente in località Barcaccia, via Fratelli Cervi. Le foto sono state scattate sabato 10 Marzo, dopo il l’intervento di riempimento buche con asfalto, che ha solamente peggiorato ulteriormente la situazione. La strada è molto battuta anche dal traffico pesante, diventata a mio parere più pericolosa dopo il recente intervento di messa in sicurezza del passaggio pedonale (si vede nelle foto) con l’inserimento di aiuole spartitraffico che hanno ristretto la viabilità. Per arrivare al passaggio pedonale si rischia di essere investiti».
Difficile la situazione anche in via Ponte Alto, nel Comune di Poviglio, così come segnala con delle fotografie Francesca Artoni senza aggiungere alcun commento. Ma d’altronde gli scatti parlano da sole. Una difficoltà, quella che riguarda le strade gestite dalla Provincia, dovuta in buona parte al drastico taglio di fondi al quale l’ente è stato sottoposto negli anni. A fronte invece di un carico di responsabilità rimasto praticamente invariato. Basti pensare, tanto per fare un paragone, agli investimenti inseriti nel bilancio della Provincia per il 2008: alle nuove infrastrutture stradali vennero destinati 40,3 milioni di euro, più altri 8,6 milioni per la conservazione delle strade.
Drastico il calo nel bilancio di luglio 2017: alla mobilità sostenibile e alla conservazione delle strade sono stati dedicati 5,9 milioni, più altri 4,5 milioni per le nuove infrastrutture stradali tra cui il completamento della Variante di Ponterosso, i cui lavori sono stati consegnati il 3 luglio scorso.
Una difficoltà economica alla quale la Provincia, per ridurre al minimo i disagi dei cittadini, sta cercando di porre rimedio principalmente con la vendita dei cosiddetti gioielli di famiglia. Palazzi storici e proprietà spesso disabitati o sotto utilizzati. Consce di queste difficoltà, fortunatamente le altre istituzioni spesso vengono in “soccorso” della provincia reggiana.
L’ultimo caso ad esempio a febbraio di quest’anno: oltre un milione di euro, attraverso diversi canali di finanziamento, sono stati stanziati dalla Regione Emilia-Romagna per la manutenzione delle strade provinciali, ma soprattutto comunali della montagna. Senza questi e altri fondi, i reggiani che abitano in provincia probabilmente si troverebbero a circumnavigare delle voragini, come dei novelli Magellano delle buche. Una situazione che, per ragioni di sicurezza, ha spinto l’amministrazione provinciale ad ridurre il limite di velocità a 50 km nei primi 2 chilometri della Sp 62R Variante Cispadana, in comune di Luzzara, e nei primi 11,3 chilometri della Sp 111 Asse di Val d’Enza (con limite dei 30 km/h nei due chilometri successivi), da Calerno di Sant’Ilario a Poviglio, passando per Campegine. Si sono poi svolti, fra il presidente della Provincia Giammaria Manghi e tutte le Unioni dei Comuni, dei confronti nei quali sono state individuate le priorità sulle quali destinare altri 4,6 milioni di euro, in gran parte fondi provinciali ma frutto anche di stanziamenti dello Stato e ancora della Regione, che nel prossimo bilancio verranno destinati alla manutenzione stradale di tutto il territorio provinciale.
Oltre alle segnalazioni in provincia, alla Gazzetta di Reggio continuano ad arrivare segnalazioni delle strade colabrodo nel capoluogo. Come quella scritta da Marcello Taddei: «Via Campo Marzio è diventata una via invivibile. Buche, tombini che si muovono, marciapiedi inesistenti su ambo i lati. Al martedì e al venerdì, giorni di mercato, passano mezzi pesanti e la via diventa una camera a gas. Io convivo con il terremoto in casa ogni giorno, in particolare quando passa il camion dei rifiuti. Il pilomat è inattivo da mesi Ho scritto in Comune di provvedere a sistemare la situazione che è indecente. Mi è stato risposto che non ci sono le risorse finanziarie per sistemare la via». Da via Piccinni alle scuole elementari di Pieve Modolena, segnala ancora Giuliana Iotti, mentre invece un anonimo invia delle foto di via Lidice, fra la Rosta Nuova e Pappagnocca, dissestata dalle buche.
Leonardo Grilli
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