«Due progetti pensati per i disabili»
Rabitti, responsabile di “Reggio Emilia Città senza barriere”, promuove le due piazze: «Saranno spazi per tutte le persone»
REGGIO EMILIA. «Se io non riesco ad arrivare in un luogo, quel luogo non esiste per me. E io non esisto per lui». È questo uno dei principi che ha ispirato i progetti delle nuove piazze Gioberti e Roversi. Un merito che, al di là dei giudizi estetici, viene pienamente riconosciuto da Annalisa Rabitti, presidente di Fcr e responsabile di “Reggio Emilia città senza barriere”. Il progetto comunale che, attraverso nove tavoli di lavoro misti con famiglie, Comune, Ausl, associazioni, e servizi, ha come scopo l’adottare una strategia comune per migliorare la vita quotidiana delle persone diversamente abili.
«Siamo partiti proprio da quella frase – spiega la Rabitti – e assieme a Criba (Centro regionale per il benessere ambientale, ndr) e agli architetti abbiamo pensato a luoghi belli e per tutti. Abbiamo messo al centro del progetto le persone fragili, la loro vita e le loro attese, perché riteniamo debbano essere il metro per costruire la città. Abbiamo pensato ad uno spazio pubblico pieno di bellezza, che dà e chiede rispetto, che ti fa sentire a casa tua. Uno spazio per tutte le persone». Così Criba e la Rabitti hanno ragionato con gli architetti Andrea Rinaldi per piazza Roversi e Andrea Oliva per piazza Gioberti, puntando al tema della bellezza, dell’accessibilità e dell’umanizzazione degli spazi. Spazi che verranno recuperati con l’obiettivo di favorire relazione tra le persone, tra tutte le persone.
«Saranno spazi accoglienti – prosegue la presidente di Fcr – dove sarà privilegiata la mobilità pedonale e ciclabile e il traffico veicolare pubblico e privato transiterà a passo d’uomo. In entrambe le piazze si è pensato ad uno specchio d’acqua, elemento di benessere ambientale, a sedute per tutti, a modalità di orientamento per le persone non vedenti che saranno concordate anche in fase di realizzazione, a spazi per i bambini». In pratica una sorta di coprogettazione che, nelle intenzioni di chi lavora per “Reggio Emilia città senza barriere”, trasformerà la una nuova piazza Gioberti da un mero svincolo stradale con percorsi pedonali relegati sui marciapiedi a un luogo collettivo, di scambio, di attraversamento, di sosta e di conversazione.
«Il progetto – spiega ancora la Rabitti – punta all’eliminazione integrale delle barriere, sia visive che materiali, al fine di unire uno spazio separato fatto per le attività che nonostante tutto vengono svolte quotidianamente. Un luogo a misura di bambino la cui morfologia della seduta centrale sposta la funzione di spazio pubblico dai marciapiedi al centro della piazza attraverso una spazialità priva di barriere architettoniche, specificatamente progettate con il Criba con zone per la sosta davanti ai bar, in cui lo spazio pedonale prenderà sopravvento rispetto all’automobile che passa in seconda linea».
Un ragionamento complementare è poi stato fatto anche durante il disegno della nuova piazza Roversi, che nelle intenzioni degli architetti avrà una pavimentazione omogenea che consente di essere utilizzata sia per i percorsi pedonali che per il traffico veicolare.
«Tutta la piazza – conclude la Rabitti – sarà accessibile alle persone con ridotta mobilità e/o portatori di fragilità come per esempio i non vedenti, rendendola uno spazio per tutti. Tutte le pendenze sono contenute entro i limiti previsti dalla normativa vigente e rese accessibili. Saranno inoltre realizzati percorsi per non vedenti con barrette, bottoni e guide lineari in acciaio zincato inserite nella pavimentazione. Verrà posizionato anche un apposito pannello informativo per la comunicazione per non vedenti e/o aumentativa».
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