Morto Giuseppe Codeluppi storico socio della Gaf
Aveva 89 anni e una predilezione per le diapositive: domani alle 9 i funerali La società di fotografi, con sede in via Secchi, testimoniò i fatti del 7 luglio 1960
REGGIO EMILIA. Forse l’eccidio del 7 luglio 1960 avrebbe avuto meno risonanza se l’uccisione di cinque dimostranti da parte delle forze dell’ordine non fosse stata testimoniata dalle foto scattate da un balcone del palazzo all’angolo tra via Secchi e via Nobili, in cui aveva sede il Gruppo Artigiani Fotografi.
Contribuì a realizzarle Giuseppe Codeluppi, uno dei fondatori della società, che è morto mercoledì a 89 anni.
Il Gruppo Artigiani Fotografi, che non nascondeva il suo impegno politico a fianco del partito comunista, fu costituito nel dopoguerra in via Roma.
Poi si sarebbe trasferito in via Secchi e infine in via Turri.
Tra i soci fondatori emergevano i tre fratelli Codeluppi. Il più vecchio era Fulgenzio, al quale si attribuisce la più famosa delle foto del 7 luglio.
Il più giovane, Vittorio, è ancora in vita. «Mio padre Giuseppe – riferisce il figlio Vanni, docente di Sociologia dei media all’università Iulm di Milano – entrò nella società Gaf prima come dipendente, poi come socio. Si occupava prevalentemente dell’amministrazione, di cui divenne responsabile. Aveva una predilezione per le diapositive e fondò il Gad (Gruppo amatori diapositive), che organizzava incontri nel Cral della Posta. Era molto amico di Franco Cigarini, il fotografo del Comune a cui si deve la documentazione dei viaggi in Africa dell’assessore Giuseppe Soncini. Mio padre, che era iscritto alla sezione del Pci di vicolo Venezia, aiutò Cigarini nella realizzazione di un film sulla costruzione della chiesa di Acquabona da parte del parroco Mario Iotti, il quale, dopo avere fatto amicizia con lui, non ebbe remore ad affidare le riprese a una società di comunisti».
Tutta la famiglia Codeluppi aveva una tradizione di impegno nella Sinistra e, quando risiedeva a Pieve Modolena, nella locale cooperativa Buda ricostituita nel dopoguerra dopo la distruzione ad opera dei fascisti.
Nel 1946 un altro fratello, Wilmer, morì in un incidente stradale a Rimini, dove era andato a raccogliere notizie per la redazione dell’Albo d’oro della Resistenza.
Giuseppe Codeluppi lascia la moglie Ave, i figli Vanni e Lorenzo, la nuora Laura, il fratello Vittorio e la sorella Rosanna. Il funerale avverrà domani mattina. La messa funebre sarà celebrata alle 9 nella cappella dell’obitorio dell’Arcispedale Santa Maria Nuova. Quindi la salma sarà condotta per la tumulazione al cimitero di Pieve Modolena.
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