Gazzetta di Reggio

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Novanta frane ma i soldi non ci sono

di Cristina Orsini
Novanta frane ma i soldi non ci sono

Il censimento della Provincia sul dissesto appenninico. Manghi: «Servono 13 milioni. Arriveranno da Regione e Stato»

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CASTELNOVO MONTI. Novanta frane, tra piccole e grandi; tredici milioni, euro più euro meno, la stima degli interventi di ripristino e nemmeno un euro in cassa. E’ il paradosso che l’ente Provincia vive ormai da anni: sopravvissuta a se stessa, svuotata di funzioni, soldi e personale, ha però mantenuto la competenza, tra le altre cose, sulle strade. E dunque l’onore di rimettere in sesto la miriade di provinciali azzoppate dagli smottamenti di questo lungo inverno cade, appunto, sulla sua testa. «E’ chiaro – spiega il presidente Giammaria Manghi – che il reperimento delle risorse avverrà attraverso la Regione che metterà risorse proprie e al governo grazie alla richiesta di stato d’emergenza, fatta due giorni fa». Non solo per Reggio, anche per Forlì, Bologna e Modena, Dunque, non resta altro che aspettare. Perché i numeri del dissesto, sulla montagna reggiana, sono da capogiro: maltempo, neve, scarsa se non assente cura del territorio, hanno provocato una situazione «che in tre anni di governo – dice Manghi – non mi era ancora capitato di vedere». Per predisporre il piano di interventi la Provincia ha suddiviso le 90 frane in tre grandi gruppi: il primo censimento è relativo ai movimenti franosi verificatosi fino a ottobre 2017: 67 dissesti per i quali occorreranno qualcosa come nove milioni 400.000 euro. Poi si arriva ai giorni bui dell’11 e 12 dicembre: alluvione nella Bassa, ma questa è un’altra storia, e frane a raffica in montagna: 20 quelle censite. Questa volta nell’enorme territorio di Ventasso, e in particolare sulle provinciali 15 per il passo di Lagastrelllo e 91, la strada che collega Ligonchio a Collagna. Stima degli interventi: 3 milioni 100.000 euro. Quindi all’ultima ondata di maltempo, poche settimane fa, quando la montagna ha ripreso a sgretolarsi. Sette le frane a Baiso, Carpineti, Castelnovo Monti, Villa Minozzo, Ventasso e Vetto. Importo dei lavori: 500.000 euro. Totale: 13 milioni e 10.000 euro. «Credo che la Regione – prosegue Manghi – a breve comunicherà l’importo della cifra che metterà a disposizione per iniziare la programmazione degli interventi di ripristino. Dal canto nostro, in collaborazione con i territori, abbiamo stilato l’elenco delle priorità». La prossima riunione, tanto per fare un esempio, con Antonio Manari, sindaco di Ventasso, è fissata per oggi. Priorità, si diceva. In cima alla classifica delle cose da fare c’è Vaglie, la frazione lungo la provinciale 91 colpita a dicembre da una frana a Sud del paese e a marzo da un’altra, meno importante, che non ha portato via la strada, a Nord. «A Vaglie – aggiunge Manghi – è necessario intervenire il prima possibile per evitare il rischio che gli abitanti restino isolati». Subito dietro c’è Miscoso, il paese sulla provinciale 15, rimasto isolato fino al 30 gennaio, data nella quale i lavori di ripristino, finanziati di tasca dalla Provincia con 500.000 euro, sono serviti a riaprire una delle due corsie di marcia della strada. L’altra è ancora chiusa. «Ed è necessario, invece – dice Manghi – tornare presto alla normalità». Terza priorità: quella a Sologno di Villa Minozzo, al chilometro 9 della provinciale 59, tratto di strada invaso da fango e detriti, parzialmente liberato ma con la circolazione ripresa a senso unico alternato. Solo per questi tre cantieri occorreranno almeno due milioni di euro.

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