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Fit-Cisl a muso duro contro la Filt-Cgil «Dite solo falsità»

Fit-Cisl a muso duro contro la Filt-Cgil «Dite solo falsità»

Sindacati spaccati nella trattativa sull’armonizzazione Totale rottura su tutti fronti fra le due sigle di categoria

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REGGIO EMILIA. Si allarga la frattura fra la Filt-Cgil e gli altri sindacati nell’ambito della complicata trattativa per l’armonizzazione dei contratti dei tre bacini serviti da Seta, azienda del trasporto pubblico di Reggio, Modena e Piacenza. Se nei giorni scorsi erano state le segreterie regionale e locali Filt-Cgil – unica sigla rimasta seduta al tavolo della trattativa – a rivendicare i risultati ottenuti durante la vertenza, accusando gli altri sindacati di far «capo ad oscure logiche» prese «non nell’interesse dei lavoratori», adesso dalla Fit-Cisl arriva una dura replica. Dalla Fit-Cisl considerano infatti «falsità» le recenti dichiarazioni rilasciate dalle segreterie Filt-Cgil: «Affermano che la trattativa sull’armonizzazione prosegue, ma fin ora è stato sottoscritto solo un accordo sul premio di risultato 2017 peggiorativo rispetto a quello del 2016 e “verbali di incontro” da sottoporre all’approvazione dei lavoratori tramite referendum».

Per la Fit-Cisl – che nella vertenza Seta costituisce un fronte unitario con Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl-Fna – alla base della vertenza ci sarebbero 30 punti di violazioni contrattuali da parte di Seta. Quanto ai risultati rivendicati dalla Filt-Cgil, arriva una sonora bocciatura su ogni punto. A cominciare dal superamento delle doppie residenze: «Una violazione del contratto collettivo nazionale talmente indifendibile che la direzione aveva già comunicato a un tavolo unitario il 28 novembre, in occasione della presentazione del piano industriale, che avrebbe rimosso». Nel mirino, anche i miglioramenti contrattuali ai nuovi assunti, l’anticipo del parametro di 2 anni, la stabilizzazione degli assunti con contratto a termine: «Non ci risulta che gli ultimi assunti, abbiano avuto il riconoscimento degli accordi di secondo livello; senza tale riconoscimento in Seta ci sarà un doppio regime salariale, sempre peggiorativo per i nuovi assunti, questo sì incomprensibile da difendere per un sindacato. Per quanto riguarda la stabilizzazione degli assunti a tempo determinato, non è certo una conquista della Cgil ma una prassi in atto dal 2013». Altro argomento di rottura è la rotazione dei nuovi assunti: «Che i nuovi assunti fossero inseriti in rotazione predeterminata era già stato concordato e sottoscritto unitariamente da tutte le sigle nell’accordo transitorio del giugno 2016. Ciò non senza dimenticare che a Piacenza, dopo aver concordato con i vertici aziendali le soluzioni tecniche propedeutiche all’applicazione dell’accordo sottoscritto, a causa delle assurde, incomprensibili e strumentali resistenze della Filt-Cgil, la problematica non si è potuta risolvere e si è trascinata fino a oggi quando, in maniera incredibile, chi ha causato il danno si pone poi come protagonista della sua risoluzione». Sulla riapertura delle selezioni di personale con una copertura del 50% del fabbisogno: «Che l’azienda fosse obbligata ad aprire un bando di selezione per il personale viaggiante, venne comunicato alle sigle dall'azienda stessa alla vigilia del primo sciopero unitario in Seta, anche perché, fino a prova contraria, gli autobus per girare hanno bisogno di autisti».

L’ultima frecciata, infine, riguarda l’accordo in recepimento della legge finanziaria per il rimborso di 258,23 euro per gli abbonamenti famigliari: «Siamo alle comiche finali: è una misura prevista dalla finanziaria 2017. Quale sarebbe stato il grosso sforzo e merito della Cgil?».

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