Il comodato gratuito cancellato ai granata dalla giunta nel 2013
Un dossier di Giacomo Giovannini di Alleanza Civica ricostruisce la storia del Giglio. «La convenzione modificata un mese prima dell’asta»
REGGIO EMILIA. Il 6 novembre 2013, a meno di un mese dall’asta per il “Città del Tricolore”, la giunta di Reggio Emilia approvò la richiesta del curatore fallimentare di modificare la convenzione dello stadio per allungarne la scadenza. Con quella delibera si decise che lo stadio sarebbe tornato al Comune non nel 2044 ma nel 2052. La giunta però decise anche di abolire la parte della convenzione del 2002 relativa al comodato gratuito delle zone sportive. Vennero così cancellati gli articoli 9 e 10, che prevedevano che la società Mirabello 2000 desse il comodato al Comune che a sua volta concedeva l’uso ad Ac Reggiana o altra squadra espressione del territorio.
Questo passaggio chiave è ricordato in un documento realizzato da Giacomo Giovannini, ex consigliere comunale e attuale vicepresidente di Alleanza Civica, di cui è capogruppo Cinzia Rubertelli. Giovannini, in una ricostruzione di 105 pagine, dal titolo “Ci manca solo lo stadio. Storia di un sogno tradito”, racconta i momenti cruciali di questo caso, partendo dal 1993, quando il consiglio comunale decise di approntare un piano di fattibilità finanziaria ed un progetto urbanistico per la realizzazione di un nuovo stadio (poi inaugurato il 15 aprile del 1995). «Un progetto che il Ppi, gli ex democristiani poi confluiti nel Pd - dice Giovannini - hanno osteggiato fin dal principio».
"Ci Manca Solo Lo Stadio" - Il dossier sullo stadio "Città del Tricolore" di Reggio Emilia by EnricoL.Tidona on Scribd
L’ex consigliere ritiene che la delibera di giunta del 2013 sia l’origine di molti dei problemi attuali. «Non è stata tutelata la Reggiana. Basti pensare che la società granata ad aprile aveva chiesto un’asta per comprare lo stadio. Dunque era noto che a dicembre si sarebbe presentata all’asta».
L’ex consigliere è tra quelli che si oppose fin da subito alla cancellazione degli articoli relativi al comodato gratuito, «tanto che feci approvare in consiglio un atto finalizzato al suo mantenimento: che però venne ignorato dalla giunta». L’ordine del giorno per ripristinare gli articoli 9 e 10 venne votato anche dall’attuale sindaco Luca Vecchi, allora capogruppo Pd. «Proprio perché Vecchi ha sempre avuto una posizione autonoma su questo tema - dice Giovannini - ha le mani libere per trovare una soluzione, anche perché con l’edificazione del nuovo stadio fu la Reggiana a risolvere un problema al Comune. Mi auguro che in vista del centenario granata non si arrivi al fatto che la Reggiana debba giocare fuori Reggio, perché sarebbe una sconfitta per la città».
Per Giovannini c’è un altro passaggio importante in questa storia. «Dopo il fallimento nel 2005 della Mirabello 2000 e della Reggiana il Comune poteva inglobare il bene e poi darlo in concessione. Invece decise di non procedere con questa presa in carico».
La convenzione sullo stadio venne firmata il 3 agosto 1994 tra il Comune di Reggio Emilia e la Mirabello 2000, nata l’anno precedente. La convenzione regolava i rapporti tra le parti per l’edificazione e la gestione del nuovo stadio e prevedeva una gestione privata per 50 anni dalla data di sottoscrizione, al termine della quale (2044) il bene sarebbe passato all’amministrazione comunale. Convenzione poi modificata e integrata nel 2001 a seguito della variante del Prg relativa agli spazi non sportivi dell’area circostante il Giglio.
Nel novembre 2013, quando la giunta modificò la convenzione, il Consiglio comunale discusse un emendamento al bilancio per sostenere l’iniziativa di alcuni imprenditori reggiani legati alla Reggiana, per costituire una società finalizzata a partecipare all’asta per l’acquisizione dello stadio. «L’emendamento scritto di mia iniziativa - dice Giovannini venne sottoscritto anche dall’attuale sindaco e la discussione consigliare vide la spaccatura dei gruppi Pd e Forza Italia, una spaccatura tra i supporter di Squinzi e quelli della cordata reggiana: la spuntarono».
Il 5 dicembre 2013 si tenne l’asta dove Mapei, che si presentò a sorpresa, acquistò il bene a poco più di 3,7 milioni di euro. La cordata reggiana, che aveva imbarcato anche il Comune, la Properties srl non ebbe la forza di rilanciare.
Quello che è successo dopo è storia recente. Secondo Giovannini, che è un tifoso granata, si è assistito al tentativo di «cancellare sistematicamente l’identità reggiana» e di sostituire la passione per i colori granata con quelli neroverdi. «Operazione che naturalmente non poteva riuscire», conclude l’ex consigliere comunale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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