Molestava le ragazzine, va ai domiciliari
Castellarano, il 60enne è stato condannato a 10 mesi. Mamma testimone oculare: ha visto l’uomo bloccare la figlia
CASTELLARANO. Avvicinava le ragazzine, le fermava, chiedeva loro di fare una foto. Ma l’obiettivo era appartarsi con loro. E se rifiutavano arrivava addirittura a prenderle per le braccia e strattonarle.
Quell’estate di sette anni fa – era il 2011 –tra le famiglie degli adolescenti di Castellarano si era diffusa la paura dell’“orco”.
Che è durata fino a quando la mamma di una ragazzina è stata testimone oculare dell’approccio violento che il sessantenne, pensionato, residente a Castellarano, aveva fatto a sua figlia.
Proprio dalla denuncia della donna ai carabinieri di Castellarano è nata l’indagine grazie alla quale è emerso che le ragazzine molestate fossero molte, che il modus operandi del pensionato era sempre lo stesso e che il suo territorio di caccia non cambiava: l’area, centralissima, attorno al castello del paese.
Prima è scattata la denuncia penale, poi la condanna a dieci mesi di reclusione per atti osceni, violenza privata e molestie ai danni di minori, aggravata dalla continuazione. Pena diventata esecutiva nei giorni scorsi e che ha fatto scattare l’ordine di carcerazione emesso dall’ufficio esecuzioni penali della Procura della Repubblica di Reggio Emilia.
Il sessantenne è stato arrestato dai carabinieri di Castellarano e dovrà scontare i dieci mesi in regime di arresti domiciliari.
Approcci a sfondo sessuale. Di questo – secondo investigatori e magistrato – si trattava. A portare alla luce la vicenda sono state le numerose denunce che sono piovute tra giungo-luglio e agosto 2011 sulle scrivanie dei carabinieri. In particolare quella della mamma–testimone oculare delle molestie ricevute da sua figlia.
La ragazza quel giorno camminava in centro. La mamma l’ha vista da lontano preda dell’uomo.
L’orco, come sempre faceva, si è avvicinato in bici. Ha sbarrato la strada alla ragazzina, l’ha presa per un braccio, l’ha tirata a se mentre le chiedeva di fare una foto assieme, magari in un posto più appartato.
L’adolescente, impaurita, ha rifiutato, si è divincolata, lui ha cerato di trattenerla afferrandola per le braccia. Poi finalmente la ragazzina è riuscita a liberarsi, a scappare e a rifugiarsi in lacrime tra le braccia della mamma che ne frattempo si era avvicinata.
L’uomo fu denunciato di lì a poco per i reati di atti osceni, molestie e violenza privata aggravati dalla continuazione. Inchiesta che di fatto ha interrotto la catena di molestie e approcci alle minorenni.
Nel 2014 è cominciato il processo con la condanna a 10 mesi di reclusione arrivata in gennaio. La sentenza è diventata recentemente esecutiva con il conseguente ordine di carcerazione eseguito nei giorni scorsi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
