Scintille fra Consulta e progettisti
Vivace confronto fra gli esperti del verde e gli architetti. Pellini: «Siamo quasi agli alberi di plastica»
REGGIO EMILIA. La polemica sul restyling di piazza Roversi, innescata dal botanico alberista Ugo Pellini membro della Consulta verde comunale, si concentra in seno alla Consulta stessa, dopo avere coinvolto tanti cittadini e i lettori della Gazzetta di Reggio, che in maggioranza bocciano il progetto firmato dal Laboratorio di architettura Rinaldi e Casarini e dallo Studio Restart di Novellara. Nella riunione di giovedì, a cui hanno partecipato una quindicina di esperti e rappresentanti degli ordini professionali e del Comune, Pellini, affiancato da buona parte dell’organismo consultivo, si è scontrato direttamente con i portavoce dei progettisti.
Non poteva non fare scintille il confronto tra chi difende la ricca vegetazione urbana esistente e chi tende a ridurla, come si è fatto negli ultimi anni a vantaggio di bunker di cemento, Mazinga, distese assolate di pietra luserna e una costosa fontana sempre guasta. La potremmo chiamare battaglia del Cristo, dal nome della chiesa con cui è tradizionalmente designata la piazza intitolata a Luigi Roversi, il grande sindaco socialista del primo Novecento.
Pellini, che si è cucito addosso il ruolo di sentinella del verde, non risparmia le bordate contro chi intende eliminarvi le belle fioriture di rose e lagerstroemia, una siepe di bosso e tre maestosi tassi per sostituirli con una fila di malinconici lecci drasticamente potati e un tiglio.
«All'incontro con la Consulta verde – riferisce – i progettisti hanno motivato la loro scelta affermando che è un compromesso tra alberi e architettura. Traduco: i lecci potati a tetto sono gli alberi che si sposano meglio con il loro cemento. Sopportano bene le potature a forma obbligata, crescono poco e non perdono le foglie. Insomma, siamo quasi agli agognati (da alcuni architetti) alberi di plastica. A nulla sono valse le proteste di chi chiedeva di conservare il piacere delle fioriture attuali».
In quanto ai tassi, secondo i progettisti occuperebbero troppo spazio e ostacolerebbero la visuale. Ma la promessa di ripiantarli altrove, secondo Pellini, è ingannevole, visto il precedente delle stesse essenze tolte dall’aiuola del monumento alla Resistenza e rinsecchite subito dopo il trapianto: «Per questi alberi di 50 o 60 anni – spiega – è quasi sicuramente una condanna a morte». In compenso il progetto prevede un allargamento del marciapiede sul lato sud, dove potrebbe spuntare l’ennesima redditizia distesa di tavolini all’ombra di un tiglio molto meno ingombrante degli attuali tassi.
Pellini, però, non contesta le scelte urbanistiche. «Mi limito – sottolinea – alle questioni botaniche di mia competenza. L’architetto Massimo Magnani, dirigente comunale, ha detto che il parere favorevole della Sovrintendenza permette ancora delle varianti in corso d’opera. È auspicabile che l’amministrazione rifletta sulle osservazioni fatte da buona parte dei membri della Consulta verde e agisca di conseguenza».
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