Secondo furto ai danni della Caritas di Sant'Antonino
Rubate poche vivande. Il parroco: "Sanno che non gli succederà niente"
CASALGRANDE. Ancora un furto alla Caritas di Sant’Antonino. A un mese e mezzo dalla traumatica nottata in cui diversi circoli fra Sant’Antonino e Càdiroggio vennero presi di mira dai ladri, la grande e frequentata sede della Caritas della frazione casalgrandese è stata nuovamente visitata da una banda di ladri. Il furto è avvenuto nella notte fra giovedì e venerdì ed è stato scoperto nella mattinata di ieri dai volontari, al momento dell’apertura.
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La Caritas è una realtà molto attiva che gestisce la distribuzioni di alimenti e di abiti, accoglienze, un grande mercatino dell’arredo usato e coinvolge tante persone. Come a inizio febbraio, gli autori sono passati dal retro, forzando la porta in legno che porta all’interno. Una volta dentro hanno iniziato a frugare fra stanze e uffici, spaccando altre serrature, alla ricerca di denaro contante e di oggetti di valore. Il bilancio è decisamente meno ricco rispetto a quello del primo furto. «Dopo i fatti di febbraio non teniamo più i soldi negli uffici, e anche nella stanza in cui riponiamo il cibo c’era meno materiale. L’altra volta avevano portato via centinaia di scatolette di tonno, questa volta c’erano pochi alimenti», raccontano i volontari impegnati nell’inventario.
Rimane però l’amarezza, unita al sospetto che i ladri siano sempre gli stessi: l’altra volta le telecamere avevano immortalato tre presone. «Abbiamo ragione di pensare che siano gli stessi, perché le stanze in cui la prima volta non avevano trovato nulla non le hanno nemmeno aperte – raccontano – E sono passati dalla stessa via di febbraio: una porta di legno sul retro che avevano rinforzato con delle assi». Le precauzioni arriveranno: «Siamo già andati da un ferramenta per chiedere una porta di metallo, protetta e blindata. Dobbiamo cercare di evitare altri furti». Oggi la sede rimarrà chiusa, senza il normale mercatino del sabato. Lo sconforto di don Carlo Taglini: «C’è un grande senso di impunità. Sanno di non rischiare niente».
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