Gazzetta di Reggio

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Taglio del nastro il prossimo 2 giugno per piazza Garibaldi

di Elisa Pederzoli
Taglio del nastro il prossimo 2 giugno per piazza Garibaldi

Il sindaco: «Una data simbolica, da tramandare ai giovani» Sulle polemiche: «Dopo il crac Unieco, un miracolo finirla»

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BAGNOLO. Ci siamo. Per la rinnovata piazza Garibaldi di Bagnolo è tempo di pensare all’inaugurazione ufficiale. É il due giugno, festa della Repubblica, la data scelta dall’amministrazione comunale guidata da Paola Casali per il taglio del nastro del progetto più ambizioso, e costellato di non poche difficoltà, partito nel 2012.

«Sì - conferma il primo cittadino - pensavamo al 2 giugno per caricare quel momento di simboli. Vogliamo consegnare questa rigenerazione urbana del centro storico simbolicamente alle nuove generazioni: infondo, è un’opera che resterà, spero, nel tempo. E visto che il 2 giugno insieme all’Anpi consegniamo la Costituzione ai 18enni, ci sembra un bel modo per collegare a questo la consegna di un luogo e dei nostri valori ai nuovi cittadini».

Guarda avanti e archivia, il sindaco Casali, le polemiche che in questi non facili sei anni hanno accompagnato il lungo cantiere. «Mancano solo gli arredi, la nuova edicola investimento del privato, la rifinitura della parte elettrica per completare la piazza in tutti i suoi aspetti - spiega - Mentre proprio in questi giorni abbiamo definito con quelli del mercato, che sarà allestito nella parte pedonale della piazza e in parte in via Repubblica».

Il vero nodo al pettine del rinnovamento urbano nel cuore di Bagnolo riguarda la viabilità. La creazione di uno spazio pedonale centrale ha, alla fine del 2016, provocato una raccolta firme con un gruppo importante di cittadini che si opponevano a questa novità. Un dibattito che è sfociato in un’apertura di un tavolo e in non poche polemiche. «La soluzione che abbiamo trovato è che il traffico passerà tra la rambla centrale e i parcheggi davanti ai portici. Inoltre, tra i parcheggi e i portici ci sarà una striscia di transito pedonale. Ora ci passano le auto, poi non ci passeranno più. Chi è a piedi sarà in sicurezza e la velocità delle auto sarà rallentata». Ma il sindaco annuncia anche che il tavolo sarà riaperto. «Lo attiveremo per studiare insieme la gestione degli spazi, decideremo utilizzi e orari per tutto quanto fa spettacolo».

A poco più di due mesi, dunque, dall’attesa inaugurazione e dalla chiusura tanto attesa del cantiere, per il sindaco di Bagnolo è tempo di bilanci.

«Siamo partiti nel 2012. I lavori dovevano durare 24, al massimo 36 mesi. Invece sono durati sino a ora. Ma non dimentichiamo che in mezzo ci sono state due gare e un problema unico: vorrei tornare a valorizzare il miracolo vero e proprio di essere riusciti a finire un’opera da oltre 2 milioni di euro con una società che non esiste più». È Unieco, che nel frattempo, è andata in liquidazione coatta. «Ho la soddisfazione di aver portato casa un’opera che era nel cassetto da tempo, realizzata nel periodo peggiore della storia, con la crisi iniziata nel 2008, che ha coinvolto Unieco. Nonostante tutto, abbiamo avuto tutto sino all’ultimo centesimo» conclude.

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