Gazzetta di Reggio

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«A sei anni dal sisma questa chiesa è più bella di prima»

Luzzara, l’inaugurazione di San Giorgio da parte del vescovo «Torniamo a pregare, a cantare e a essere comunità»

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LUZZARA. «Oggi questa chiesa è più bella di prima, parla più di prima della luce di Dio nel mondo, ci invita più efficacemente alla preghiera. E' più accogliente e più espressiva della ragione per cui è stata fatta secoli fa – ha detto il vescovo Massimo Camisasca ieri pomeriggio durante la messa in occasione della riaperura della chiesa dedicata a San Giorgio, a quasi 6 anni dal terremoto che la rese inagibile –. Mi sembra altamente significativo, proprio nella liturgia delle Palme, che questo ingresso di Gesù in Gerusalemme sia accompagnato dal nostro ingresso in questo tempio rinnovato. E' un unico gesto, liturgico, ma che diventa reale nella storia di Luzzara, che rivive quello che è accaduto a Gesù nell'entrare a Gersulemme. Siamo qui, in questo luogo, per poter tornare a pregare, a cantare, a radunarci ed espimere il nostro essere comunità tornare a vivere i momenti più importanti della nostra vita, battesimi, matrimoni, funerali, incontri per la preghiera domenicale».

Prima di entrare nella chiesa restaurata, nella tensostruttura situata accanto si è svolta una cerimonia di benvenuto, con i saluti di don Piergiorgio Torreggiani, parroco di Luzzara, e del sindaco Andrea Costa. Alla riapertura erano presenti i rappresentanti delle varie istituzioni civili, religiose e militari, oltre ai professionisti che hanno progettato i lavori di restauro.

«Il terremoto del 20 e 29 maggio 2012 ci costrinse a chiudere la chiesa di San Giorgio e del convento, e a cercare luoghi di fortuna per celebrare l'Eucarestia nei giorni di festa. Ma non fu solo un disagio per la comunità cristiana. Nel periodo del terremoto, le scosse che si avvertivano con una certa frequenza ci avevano fatto sperimentare la fragilità della nostra terra e delle nostre abitazioni e la precarietà della nostra stessa vita. Questo ci ha insegnato tre cose: che non possiamo continuare come se nulla fosse accaduto; che il disagio del terremoto ci ha fatto capire solo in minima parte quello che stanno soffrendo le popolazioni del centro Italia, e infine che Dio ci è stato vicino anche se non pregavamo nella nostra bella chiesa».

Il parroco ha ringraziato coloro che hanno contribuito a riaprire la chiesa. Per il 7 e il 15 aprile don Piergiorgio ha annunciato 2 eventi per inaugurare l'organo restaurato, oltre alla possibilità di pubblicare un'opuscolo sulla storia e l'evoluzione negli anni della chiesa grazie anche a due giovani appassionati: Lorenzo e Mirko. Il sindaco Andrea Costa: «Oggi non celebriamo solo il recupero della chiesa ma anche il senso di essere comunità, di cui c'è estremamente bisogno». Dalla tensostruttura è partita la processione con sosta davanti al portone della chiesa, su cui il vescovo, col pastorale, ha battuto i 3 classici colpi per poi entrare tra gli applausi. Poi il rito dell'acqua con la benedizione dei concelebranti e dell'assemblea. A seguire la benedizione dell'altare, la processione dei doni, la messa e benedizione finale. (m.p.)

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