Pioggia di mattoni da palazzo Zoboli
Transennata parte del marciapiede all’incrocio fra via Roma e via Sessi per la caduta di frammenti da un cornicione
REGGIO EMILIA. Una vera e propria pioggia di mattoni e calcinacci che dal cornicione di palazzo Zoboli, una delle più storiche residenza di Reggio Emilia, sono volati dritti sul marciapiede sottostante. Un crollo che, se avesse centrato qualche passante, lo avrebbe sicuramente mandato in ospedale. O peggio, viste le dimensioni di alcuni cocci. Insomma, una vera e propria tragedia sfiorata solo grazie al fatto che il cedimento è avvenuto nottetempo, tra venerdì e sabato, quando all’incrocio fra via Roma e via Sessi non camminava nessuno. Non appena i reggiani si sono accorti di quanto successo, hanno provveduto ad allertare l’amministrazione comunale che, come da prassi in casi come questi, ha avvisato sia i proprietari dello stabile sia i vigili del fuoco.
In un primo momento, gli operai hanno provveduto a transennare il marciapiede coinvolto dal crollo e successivamente, ieri verso l’ora di pranzo, sul posto si è recata anche una squadra dalla caserma di via della Canalina. I vigili del fuoco, con un’autoscala, sono quindi saliti sul cornicione e hanno provveduto a rimuovere una seconda porzione di cornicione pericolante, invitando quanto prima a mettere in sicurezza quel punto del palazzo. Il rischio, infatti, è dovuto principalmente da alcuni cavi in acciaio collegati fra un palazzo e l’altro, probabilmente per appendervi le luminarie di natale. Se, durante un altro crollo, qualche calcinaccio dovesse colpire questi cavi, rischierebbe di rimbalzare rendendo di fatto le transenne inutili.
Spetterà ora ai proprietari della residenza, già sollecitati dal Comune, ristrutturare le parti pericolanti. Proprietari che, fanno sapere dall’amministrazione, attualmente non hanno in programma lavori di riqualificazione né hanno partecipato al vantaggioso bando per la riqualificazione delle facciate in centro storico. Opere di cui quell’edificio avrebbe bisogno, almeno a guardare dall’esterno. Palazzo Zoboli infatti, nonostante nasconda all’interno pregiati tesori architettonici e artistici, viene aperto al pubblico solo in rarissime occasioni. Un’altra delle tante meraviglie storiche nascoste ai reggiani, che spesso ne ignorano addirittura l’esistenza. Basti pensare che la famiglia Zoboli era una delle più importanti nel panorama dei maggiorenti di Reggio Emilia e tra le più antiche, presente nelle vicende cittadine già a partire almeno dal 1400.
Il complesso residenziale della famiglia, compreso della chiesa, arrivò ad occupare tutto l’isolato tra le vie Roma, Sessi e San Nicolò. Una costruzione che si protrasse fino alle metà del XV secolo e raggiunse una tale importanza da far dire ai contemporanei che “non era un palazzo ma una reggia in cui solevano sostare principi e re”.
Un complesso edilizio, più che un singolo manufatto, tanto che successivamente negli anni venne smembrato in diverse proprietà.
Leonardo Grilli
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