Gazzetta di Reggio

Reggio

Reggiana, sfila l’orgoglio dei 2.500 tifosi

di Aandrea Munari e Roberto Tegoni
Reggiana, sfila l’orgoglio dei 2.500 tifosi

Dal Mirabello a piazza San Prospero la marcia degli ultras fra cori e striscioni: «Siamo l’unica squadra di Reggio Emilia»

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REGGIO EMILIA. “Noi abbiamo Reggio nel cuore”. Scoccano le 16.30 quando il raduno sotto l’ala nord dello stadio Mirabello si trasforma in corteo e dietro lo striscione “Una squadra, una città, la storia”, un passettino alla volta i quasi 2000 tifosi granata - alla fine saranno circa 2500 – si incamminano verso piazza San Prospero. Fa meno freddo di quell’ormai lontano 11 gennaio 2014, la Mapei si era appena impossessata del Città del Tricolore e Mike Piazza non era che un ex giocatore di baseball conosciuto da pochi intimi in città. Tante differenze che tuttavia sono legate da un lungo filo rosso: ieri come allora il clima è certamente di ostilità nei confronti della multinazionale milanese, ma nell’aria si annusa la volontà di manifestare in favore della Reggiana, “l’unica squadra di Reggio Emilia”, per ribadire l’amore di una tifoseria, di una città, per il colore granata.

Armati di fumogeni, bandiere, sciarpe, due aste e tanto altro materiale atto a colorare il torpedone granata, ultras della Reggiana e semplici tifosi iniziano a marciare. C’è chi li sa a memoria, chi perde ben presto la voce, chi accenna un timido playback. I più riservati muovono la testa a ritmo, ma nessuno si sottrae dall’onda emotiva di una manifestazione pacifica, rumorosa, coerente con le premesse e partecipatissima. Per un buon 90% i cori e i canti sono in favore della Reggiana, quelli che si sentono allo stadio. Solo quattro volte, a intervalli regolari nel lungo tratto di via Emilia San Pietro e Stradone Vescovado, viene urlato “Via il Sassuolo da Reggio Emilia”, con tanto di cori “parenti” indirizzati a Mapei (un paio al massimo). Per il resto sono inni d’amore per la Reggiana e di incitamento al presidente Piazza ai quali anche i numerosi bambini che partecipano alla manifestazione non sembrano tirarsi indietro.

Chi si aspettava una manifestazione solo rabbiosa rimarrà deluso. L’amministrazione viene chiamata in causa solo quando il serpentone granata chiude la “sfilata” in piazza San Prospero con uno striscione firmato Gruppo Vandelli che recita “Un americano che ama la città, un’Amministrazione senza dignità”. E giù altri cori per Mike Piazza, la Reggiana e i gemellati di Cremonese e Vicenza. Voci incontrollate e non confermate davano presenti anche tifosi in incognito da Bergamo e Modena. Certamente c’erano le colonie granata della Valtellina e di Asti, e tante altre cellule sparse per l’Italia giunte a dare man forte a una manifestazione che si è chiusa con la lettura di un comunicato congiunto delle Teste Quadre e del Gruppo Vandelli. Nel comunicato vengono illustrate le differenze tra “il modello di calcio che vuole imporci la multinazionale milanese (Mapei, ndc)” e “quello che ci ha fatto innamorare di questo mondo” sostengono i tifosi.

“Dopo tanti anni di battaglie perse (…) il calcio passionale sta battendo il calcio moderno” che non è altro che “un calcio reso prodotto e semplice veicolo pubblicitario”. Nessuna presa di posizione sulle polemiche recenti: “di quelle deve occuparsene il sindaco” – chiude il comunicato – “Siamo qui a rivendicare il diritto a uno stadio per l’unica squadra di Reggio Emilia”.



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