Rissa e coltellate dentro le Reggiane
Violenta lite fra stranieri nei capannoni diroccati. In due finiscono all’ospedale, i carabinieri cercano l’aggressore
REGGIO EMILIA. Una rissa fra stranieri degenerata in coltellate. Quelle inferte dall’aggressore prima contro l’addome della sua vittima e poi alla mano di un secondo ragazzo, intervenuto nel tentativo di difendere l’amico sanguinante. Un grave episodio di criminalità e violenza che ha come teatro uno dei capannoni delle ex Reggiane, abitato da anni da senzatetto, tossicodipendenti e spacciatori che usano quei luoghi per vendere o nascondere indisturbati la propria merce. Non è certo, però, se a provocare l’accoltellamento sia stata una discussione legata proprio alla droga o una banale lite per motivi personali. Le origini di questa rissa sono al vaglio degli investigatori dell’Arma, chiamata a intervenire sul posto da un testimone, un operaio che stava svolgendo lavori nel parcheggio di via Agosti. È stato lui ad accorgersi del parapiglia fra i tre stranieri, del sangue, delle urla. Immediata, quindi, la telefonata ai carabinieri che, dalla vicina stazione di Santa Croce, sono intervenuti in pochi istanti. I militari sono entrati in forze dentro i capannoni diroccati, quelli più isolati e non toccati dai milionari lavori di riqualificazione del Tecnopolo. Assieme a loro anche un’ambulanza e un’automedica che hanno portato al Santa Maria due gambiani: un 20enne con diverse ferite all’addome, grave ma non in pericolo di vita, e il suo amico 22enne con una brutta ferita al pollice, che si è procurato mentre con la mano cercava di fermare le coltellate dell’aggressore. Aggressore che è ora oggetto di una caccia all’uomo avviata in tutta Reggio dai militari. Sul posto anche il Ris di Parma, che sta analizzando le tracce di sangue e il coltello insanguinato, lasciato in terra dal terzo straniero latitante.
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