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Gli immigrati a Reggio? Quasi tutti cristiani

di Luciano Salsi
Gli immigrati a Reggio? Quasi tutti cristiani

È tra gli elementi dello studio “I monoteismi in Emilia-Romagna” eseguito dall’Università di Bologna 

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REGGIO EMILIA . Contrariamente a un’opinione molto diffusa, gli immigrati che incontriamo sul nostro territorio sono in maggioranza non musulmani, ma cristiani, per quanto appartenenti più spesso a chiese non cattoliche, ma ortodosse o protestanti.

Peraltro la crescente, sempre più diffusa presenza di stranieri che professano fedi diverse, estranee alla nostra tradizione, non sta creando attriti, tanto meno guerre di religione. Anzi, anche gli appartenenti a culti che si fronteggiano a mano armata in Asia e Africa qui da noi convivono pacificamemente. Non si registra, finora, il fanatismo dei gruppi fondamentalisti, mentre i vescovi praticano il dialogo ecumenico e concedono chiese agli ortodossi e gli enti locali favoriscono l'apertura di moschee e centri islamici nel rispetto della Costituzione e delle leggi. È il quadro delineato dalla ricerca “I monoteismi in Emilia-Romagna”, eseguita dall'università di Bologna (Dipartimento di storia, culture e civiltà e Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa diretto da Giuseppe Ferrari) e dall’Osservatorio per il pluralismo religioso coordinato dal professore Pino Luca Trombetta per conto dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna. I risultati, esposti in un voluminoso report, valgono sostanzialmente anche per la nostra provincia, benchè non vi si faccia cenno all'insediamento nella Bassa reggiana di una comunità indiana di religione Sikh, che può contare a Novellara sul suo più antico tempio esistente in Italia.

La prima parte della ricerca, la più lunga e approfondita, è dedicata all'ebraismo, che ha una enorme importanza storica e culturale, ma una presenza ormai talmente esigua che la maggior parte delle sinagoghe emiliane, compresa quella reggiana di via dell'Aquila, è chiusa al culto e gli israeliti nella nostra città si contano sulle dita di due mani. Gli ebrei, peraltro, sono tutti cittadini italiani, mentre sono molto pochi i connazionali fra gli appartenenti alle altre religioni diverse da quella cattolica.

I conteggi non sono facili, dal momento che la professione religiosa non è registrata all'anagrafe. Gli autori della ricerca stimano che fra gli stranieri regolarmente residenti nella nostra regione i cristiani siano 253mila, pari al 47,5%. Di essi 158mila sarebbero ortodossi e 95mila cattolici, ma il report non calcola quanti siano i pentecostali e gli evangelici, piuttosto numerosi tra i provenienti dall'Africa centrale. I musulmani, invece, risultano essere 182mila, pari al 38,9%. Tuttavia il numero dei luoghi di culto non cattolici ufficialmente censiti in Emilia-Romagna sembra delineare una presenza islamica molto più consistente. Infatti i seguaci di Maometto ne hanno ben 168 su 270. Nella nostra provincia hanno a loro disposizione 26 moschee o centri di aggregazione socio-religiosa, mentre gli ortodossi hanno solamente sei chiese prestate dalla diocesi e gli ebrei sette sinagoghe tutte inattive, dal momento che gli israeliti reggiani fanno riferimento al tempio ebraico di Modena.

I centri islamici sono diffusi capillarmente. Ce ne sono tre a Reggio, quattro a Guastalla, tre a Correggio, due a Novellara, a Rolo e a Ciano d'Enza e uno a Boretto, Cadelbosco Sopra, Campagnola, Casalgrande, Castellarano, Castelnovo Sotto, Fabbrico, Montecchio, Scandiano e Rio Saliceto. Talora hanno una caratterizzazione nazionale. Se ne contano, ad esempio, sette pakistani e uno albanese.

La divisione nazionale è la regola per gli ortodossi. Il patriarcato di Mosca e di tutte le Russie celebra i suoi riti a Novellara nella chiesa cattolica della Beata Vergine del Popolo ed ha un recapito anche a Reggio. Il patriarcato di Romania ha costituito la parrocchia di San Spiridione a Reggio nella chiesa del Cristo. Il patriarcato ecumenico di Costantinopoli fa capo, invece, a quella di San Girolamo. Gli ucraini sono in San Giorgio. Il patriarcato di Georgia ha una sede temporanea presso il Palabigi. In città è presente, inoltre, la chiesa copta.

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