Gazzetta di Reggio

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Il Vandelli ora non ci sta e attacca: «Basta subire»

di Andrea Munari
Il Vandelli ora non ci sta e attacca: «Basta subire»

Il Gruppo scrive su Facebook un lungo post in cui esprime preoccupazione «La Questura deve considerare queste aggressioni una priorità da affrontare»

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REGGIO EMILIA. Una manifestazione pacifica per le vie del centro cittadino per ribadire ancora una volta il proprio sostegno incondizionato alla Reggiana – coinvolgendo circa 2.500 persone – sabato sera è stata rovinata da un atto di violenza gratuita. Alcuni tifosi granata, mentre facevano ritorno a casa, sono stati infatti aggrediti da una gruppo di adolescenti.

Tutto questo ha provocato una grande indignazione nei tifosi granata che ieri hanno fatto sentire la propria voce su Facebook prima di partire per Pordenone, dove non hanno fatto mancare il supporto alla Reggiana, uscita tuttavia sconfitta dal match. «Finita la manifestazione è accaduto un fatto gravissimo che ha rovinato a noi tutti quella che fino a quel momento era stata una splendida giornata», scrivono sulla propria pagina i tifosi del Gruppo Vandelli, uno dei due gruppi organizzati del tifo reggiano che occupa il settore dei Distinti in occasione delle sfide interne della Reggiana e che è sempre in prima linea per la causa granata. «Un gruppo di ragazzi giovanissimi stranieri – così il post su Facebook – hanno insultato e poi aggredito tre reggiani che avevano partecipato alla manifestazione, colpendoli con calci e pugni una volta che sono caduti a terra».

Un episodio non inedito. L’anno scorso, uno dei ragazzi appartenenti al Gruppo Vandelli avrebbe subito lo stesso trattamento ai Petali. «Fu schernito ripetutamente per poi essere aggredito e colpito con calci in faccia una volta gettato a terra», proseguono i tifosi su Facebook che ora chiedono un pronto intervento sulla questione da parte della Questura. «Deve considerare questi eventi come una priorità – concludono – queste aggressioni sono davvero feroci perché colpire con calci in faccia una persona può causare all’aggredito ferite gravi o qualcosa di peggio. Noi non siamo più disposti ad accettare passivamente che accada di nuovo».



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