Gazzetta di Reggio

Reggio

Matilde attraverso i documenti

di Daniele Alberini

A Reggiolo la presentazione di due nuovi volumi dedicati alla Grancontessa

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIOLO. Due opere per tracciare un percorso sulla donna simbolo di un’era. Ieri pomeriggio, a Villa Pavarini-De Moll, sono stati presentati due ragguardevoli volumi contenenti preziosi documenti e atti di conferenze sulla gestione politica e amministrativa di Matilde di Canossa. I documenti, provenienti da archivi locali, tra i quali l’Archivio di Stato di Reggio Emilia, sono stati tradotti e studiati dai professori Maurizio Fontanili, presidente della Società Virgiliana; Clementina Santi, presidente dell’associazione Scrittori Reggiani; Franco Canova, della Deputazione storia patria di Reggio e Modena. Fontanili e Santi hanno presentato la loro opera, “Matilde nella memoria reggiana”, composta di 139 documenti datati tra il 1072 e il 1115, con immagini degli originali, concernenti atti giuridici, compravendite e donazioni della Granduchessa. Questi forniscono rilevanti dettagli sulle relazioni tra Matilde ed enti religiosi locali, quali il monastero di San Prospero di Reggio. Documenti «dai quali si generano altre storie, e possono avere un valore anche per la contemporaneità», ha commentato la professoressa Santi. Franco Canova ha tracciato un sunto della raccolta da lui curata “Atti dei convegni matildici reggiolesi”, in cui sono contenute le esposizioni e le analisi più significative dei due convegni tenuti a luglio e ottobre 2015 a Reggiolo, in occasione del nono centenario dalla scomparsa morte di Matilde. Alla conferenza ha partecipato in qualità di moderatore il direttore della Gazzetta di Reggio, Stefano Scansani. Sono intervenuti Stefano Degli Esposti, ricercatore di Storia medievale all’Università della Tuscia; Alice Raviola, ricercatrice all’Università di Milano; Sveva Gai, ricercatrice di Paderborn, in Germania. Nella presentazione si è tracciato un percorso di analisi su una delle figure femminili più potenti e controverse del Medioevo, della sua entità come baricentro di contatto non solo tra Papato ed Impero, le due grandi forze politiche dell’Europa tra X e XI secolo, ma anche tra diversi territori, quali la Bassa mantovano-reggiana, l’appennino reggiano fino all’area di Paderborn.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google