Bandiere Pd al funerale di Cigarini
Casalgrande, in centinaia per l’ultimo saluto alla colonna della Festa di Villalunga
CASALGRANDE. Una persona appassionata di politica, sempre generosa, sempre attiva e sempre pronta ad aiutare. Ieri mattina, al cimitero di Salvaterra, centinaia di persone hanno accompagnato per l’ultima volta il 78enne casalgrandese Bruno Cigarini, scomparso sabato scorso per le l’aggravarsi di alcuni problemi di salute con cui da tempo doveva convivere.
Cigarini era un volto molto noto a Casalgrande e una delle storiche colonne della Festa Pd di Villalunga, oggi la più grande e conosciuta manifestazione politica estiva regionale fra quelle non organizzate nei capoluoghi di provincia. Presenza immancabile per 18 ore al giorno nella festa, era anche uno dei responsabili del magazzino e quindi il suo impegno era continuo nel corso dell’anno, come per tanti suoi compaesani con cui condivideva una fortissima e inscalfibile fede nella sinistra.
Per decenni militante del Partico comunista, aveva seguito poi i vari passaggi che da Pds e Ds hanno condotto all’attuale Pd. E proprio le bandiere del suo partito, il Pd, ieri mattina erano presenti alla cerimonia funebre in forma civile, una breve cerimonia davanti al cimitero di Salvaterra a cui tantissime persone non hanno voluto mancare per stringersi attorno al figlio e alla figlia di Bruno.
Cigarini, che aveva lavorato una vita come cantoniere, viveva da sempre a Casalgrande in via Marx, vicino al centro del paese, ma la sua famiglia proveniva da Salvaterra. Di Salvaterra erano originari i suoi genitori e lì ha voluto farsi seppellire, al loro fianco. La sua scomparsa ha segnato tanti casalgrandesi, che con la sua presenza erano cresciuti. «Bruno era una di quelle persone che ti facevano voglia di fare politica», sorride la segretaria del Pd locale Cecilia Ruini. «Era sempre presente, sempre positivo, dava una mano su ogni cosa. Anche nell’ultimo periodo, quando stava meno bene, ci sentivamo e mi chiedeva sempre aggiornamenti», ricorda. «Alla festa era davvero una colonna. Lui lavorava al ristorante tradizionale, ma aiutava chi aveva bisogno e curava il magazzino, era presente tutto l’anno. Eravamo tanti al funerale con le bandiere del Pd, era un ultimo omaggio doveroso, sapevamo che Bruno ci avrebbe tenuto». (adr.ar.)
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