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il precedente di calderoli

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Con l’elezione a deputato, per Gianluca Vinci scatta l’insindacabilità, una delle cosiddette immunità parlamentari. In pratica, un parlamentare non può essere chiamato a rispondere giuridicamente...

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Con l’elezione a deputato, per Gianluca Vinci scatta l’insindacabilità, una delle cosiddette immunità parlamentari. In pratica, un parlamentare non può essere chiamato a rispondere giuridicamente delle opinioni espresse nell’esercizio delle sue funzioni. Solo qualche giorno fa, tuttavia, c’è stato un importante pronunciamento della Consulta sul caso del senatore del Carroccio, Roberto Calderoli (nella foto). La Corte costituzionale, infatti, il 23 marzo ha stabilito che Calderoli non può godere dell’insindacabilità concessagli dal Senato nel 2015 per gli insulti che il senatore lanciò in un comizio all’allora ministro dell’Integrazione Cecilia Kyenge, chiamandola «orango». La Corte Costituzionale ha accolto il ricorso del Tribunale di Bergamo che aveva sollevato il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato in relazione alla deliberazione del Senato.

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