L’allarme: «Posti introvabili nelle Rems»
Denuncia del sindacato Sappe. Grassi (Ausl): «Disponibili altre strutture, l’edificio di via Montessori aprirà nel 2019»
REGGIO EMILIA. «Le Rems non hanno una capienza adeguata per gli internati e la legge, che prevedeva il superamento degli Opg con le Rems, presenta lacune: ad esempio non prevede il ricovero per infermità sopravvenuta durante la pena». Il grido d’allarme è stato lanciato dal segretario del Sappe, Giovanni Battista Durante, ieri in visita agli Istituti Penali di via Settembrini. Una sottolineatura, quella sulla penuria di posti nelle Rems, confermata anche dalla magistratura reggiana: impossibile trovare una collocazione a Parma o a Bologna, al momento le uniche Rems temporanee in regione. «È vero, c’è una lista di attesa per le Rems, per cui non è detto che il provvedimento del giudice sia eseguibile», conferma – ma con parecchi distinguo – Gaddomaria Grassi, direttore Dipartimento Salute mentale e Dipendenze patologiche dell’Ausl di Reggio.
Una ventina di giorni fa Grassi ha effettuato un sopralluogo nella futura Rems di via Montessori, vicino al carcere. «Insieme ad altri operatori del Dipartimento e al direttore dei lavori, l’architetto Nasi, ci siamo sincerati dello stato di avanzamento dei lavori. Le mura portanti e quelle interne ci sono, mancano gli infissi e si sta iniziando a posare gli impianti».
Un discreto ritardo, se si considera che nel 2015, quando la nascita delle Rems diventò legge, si indicò come fine lavori della struttura reggiana l’inizio del 2017. «I tempi di progetto e di costruzione sono stati rispettati. La bonifica del terreno era prevista – dichiara Grassi, negando lo slittamento dell’opera –. La struttura sarà pronta entro la fine dell’anno, anche se per l’apertura al pubblico credo si dovrà attendere il 2019».
Solo allora i 10 posti letto di Parma e i 14 posti di Bologna saranno sostituiti, come da programmazione regionale, dalle due Rems di Reggio Emilia (l’unica differenza tra le due strutture compresenti sarà «l’intensità assistenziale»), con una disponibilità dagli attuali 24 posti letto a 30. E se ancora vi sembrano pochi, per l’intera Emilia-Romagna, il dottor Grassi replica prendendola da lontano. «Intanto bisogna partire dai pazienti per i quali sono state pensate le Rems: persone che hanno commesso un reato e non sono punibili per infermità mentale e persone in attesa di giudizio per le quali il magistrato ritenga sia consigliabile la Rems. In entrambi i casi la malattia mentale prevale sull’aspetto penale». Tuttavia, sottolinea Grassi, «va detto che la legge 81 prevede che la Rems sia l’estrema ratio: in tutti gli altri casi è utile trovare “prioritariamente” (così recita la normativa) collocazioni alternative».
Vale a dire le altre strutture sanitarie del Dipartimento Salute Mentale, che nella nostra provincia può contare su sei strutture residenziali con ospitalità 24 ore su 24, oltre al servizio Diagnosi e Cura. «È ovvio che le Rems non possono soddisfare tutti i bisogni. Nelle strutture sanitarie Ausl c’è disponibilità», prosegue Grassi.
Secondo il dottor Grassi il superamento dell’Opg, per entrare a regime, necessiterà di «una integrazione tra tutti gli attori» dei due mondi giudiziari e sanitari. «Perciò prevediamo momenti di formazione sia con la magistratura di cognizione sia con la magistratura di sorveglianza».
Sull’altro aspetto, quello della sopraggiunta infermità durante la detenzione, Grassi precisa: «Prima i detenuti che sviluppavano una patologia psichiatrica durante la pena passavano dal carcere all’Opg, spostandosi di settore. Ora non è cambiato molto: passano dal carcere a due sezioni apposite, gli Asm o Atsm (articolazioni tutela salute mentale). Il problema reale, è che queste sezioni dovrebbero essere presenti ovunque e avere una utenza solo regionale. Se Reggio ospitasse solo i detenuti dell’Emilia-Romagna, sarebbero 10: invece sono 50. Un sovraffollamento dovuto al ritardo delle altre regioni, mentre la nostra è stata una delle prime ad aprire le Rems provvisorie e forse sarà la prima in assoluto ad inaugurare la Rems definitiva».
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