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L’elicottero non arriva, nuova polemica

L’elicottero non arriva, nuova polemica

Scoppia il caso di una donna incinta con dolori. L’Ausl: «Avaria all’unico mezzo idoneo la notte, ma non era una urgenza»

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CASTELNOVO MONTI. La richiesta di intervento dell’elisoccorso da Bologna - l’unico attrezzato per volare di notte - scatta alla mezzanotte tra sabato e domenica per una donna che, a Gatta, alla 24ª settimana di gravidanza avverte dolori addominali. Ma l’attesa in piazzola a Castenovo Monti è vana, perché l’elicottero alla fine per «problemi tecnici« non decolla. E il trasporto su Reggio Emilia sarà in ambulanza. Un episodio che ha dato fuoco alle polveri. Perché se questo vale come primo test, dopo la contestata chiusura del punto nascite di Castelnovo Monti, dell’impiego dell’elicottero notturno fa discutere l’evidenza che, come in questo caso, può succedere che l’unico mezzo idoneo al volo quando è buio non è potuto arrivare.

Le spiegazioni arrivano dall’Ausl - l’assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi contattato tramite l’ufficio stampa, non può perché in questi giorni è all’estero - e ci tengono in primis a dire, sul caso specifico, che «la signora ricoverata all’Arcispedale Santa Maria Nuova, le cui condizioni sono buone e che verrà presto dimessa, anche in caso di travaglio in atto, non avrebbe potuto partorire a Castelnuovo Monti, perché si sarebbe trattato di un parto al sesto mese di gravidanza, il cui esito è legato alla presenza della Terapia intensiva neonatale».

Lo ribadisce anche Giancarlo Gargano, direttore del dipartimento Materno Infantile. Che chiarisce: «La signora non era in condizioni gravi, la situazione era assolutamente tranquilla, non c’era alcun elemento a carattere di urgenza. La patologia non era correlata alla gravidanza. Ed è stata gestita da protocollo: è uscita l’ambulanza con l’automedica con medico a bordo, che ha potuto constatare le condizioni ed è stato escluso da subito l’eventuale minaccia di parto».

Allora, perché la richiesta dell’elisoccorso? «La chiamata è stata fatta più per motivi di conforto che di altro, legata alla situazione logistica. Di certo, il trasferimento a Reggio non rivestiva carattere d’urgenza. Tant’è che è stata accolta e gestita in tutta tranquillità e presto sarà dimessa».

A ripercorrere i fatti è ancora la nota dell’Ausl. «Il trasporto è avvenuto in ambulanza, in tutta sicurezza. Per quanto riguarda l’ipotesi del trasporto in elicottero, in un primo tempo richiesta ma poi non avvenuta per un problema tecnico al velivolo proveniente da Bologna, al momento il solo abilitato per il volo notturno, essa era stata valutata per ragioni legate principalmente al comfort della paziente. In presenza di sintomatologia dolorosa addominale il ricovero è stato disposto in via cautelativa per gli accertamenti del caso». Chiarisce anche che «la gestante proviene da altra regione e non essendo nota ai servizi locali, durante il ricovero nell’ospedale reggiano sono stati effettuati numerosi accertamenti per confermare il buon stato di salute materno-fetale». L’Ausl puntualizza sul tempo di attesa, vana, in piazzola a Castelnovo Monti. «Cinque minuti, trascorsi i quali l’ambulanza, avuta conferma dell’impossibilità di intervento dell’elisoccorso, l’ha trasportata a Reggio, dove è arrivata una ventina di minuti oltre il tempo che avrebbe garantito l’elicottero». Resta l’interrogativo: e se si fosse trattato, invece, di una urgenza? «Per motivare le cause tecniche della mancata effettuazione del servizio è stata richiesta una relazione ai gestori del mezzo dall’Azienda Usl di Bologna» scrive l’Ausl. E Gargano: «È giusto fare tutte le verifiche».

Ieri sera, intanto, da Felina la richiesta di aiuto al 118 per un’altra donna incinta, al sesto mese, zona Felina. Una situazione seria. L’elicottero da Bologna stavolta è arrivato. (el.pe)

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