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la rabbia dei parenti della vittima 

La difesa: «Bimbo consenziente» La famiglia: «Bugia terribile»

La difesa: «Bimbo consenziente» La famiglia: «Bugia terribile»

BASSA REGGIANA. Il rapporto tra il bimbo disabile e l’orco sarebbe stato consenziente. O almeno il bimbo, sordo e con un forte deficit cognitivo, lo avrebbe fatto intendere – salvo essere sprovvisto...

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BASSA REGGIANA. Il rapporto tra il bimbo disabile e l’orco sarebbe stato consenziente. O almeno il bimbo, sordo e con un forte deficit cognitivo, lo avrebbe fatto intendere – salvo essere sprovvisto poi dell’apparecchio acustico al momento della violenza –. Lo ha ribadito l’avvocato difensore del pakistano accusato di violenza sessuale nei confronti del minore, avvenuta l’estate scorsa nella Bassa reggiana. Per Domenico Noris Bucchi, poi, la doppia confessione dell’imputato, avrebbe concesso la possibilità di accertare la violenza altrimenti difficile da dirimere a livello processuale. «Un’autodeterminazione» che aveva convinto già il gip Giovanni Ghini, come ricordato ieri da Bucchi in udienza, sul quale arrivano però gli strali del fratello della vittima, presente ieri in udienza. «Quanto successo a mio fratello non dovrebbe più accadere - ha detto il giovane a margine - Siamo qui anche per questo. L’avvocato dell’imputato ha offeso la mia famiglia. Non è vero che era consenziente. Questa è una grande bugia: mio fratello non era d’accordo con chi gli ha fatto del male. È un bambino disabile. E l’avvocato non sa come ci prendiamo cura di lui». «È legittimo che si ritengano offesi da questa interpretazione – dice Bucchi – ma ci sono aspetti giuridici tali per cui, se ci fosse il consenso il reato rimane ma viene qualificato giuridicamente in modo diverso». «Questo è scappato dal Pakistan per altre violenze, lo volevano uccidere – incalza il fratello –. Voglio dire anche a quelle vittime di stare tranquilli che qui andrà in carcere».

«Ora ci interessa tutelare la dignità di un bambino pesantemente abusato l’anno scorso a Reggio Emilia – tuona Roberto Mirabile dell’associazione anti pedofilia La Caramella Buona – la difesa non ha rispettato la dignità di un bambino abusato da un pedofilo per di più reo confesso. È stata infangata la reputazione della famiglia del bambino che per i medici dimostra 8 anni. Per noi questa difesa è intollerabile». (e.l.t.)

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