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Reggio Emilia, il sindaco Vecchi contro il leghista Vinci: «Le tue parole sono razziste, ti porto in tribunale»

Reggio Emilia, il sindaco Vecchi contro il leghista Vinci: «Le tue parole sono razziste, ti porto in tribunale»

Bufera sul neo-deputato del Carroccio per un post sul progetto dell’ex sala slot di #viacassoliuno Il sindaco: «Parole di esplicito razzismo nei confronti di una giovane reggiana». E lancia la campagna #iostoconaida

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REGGIO EMILIA. «Aida è una di noi, a lei va la mia e la nostra solidarietà. E con chi ha deciso di insultare ci si vede in tribunale». Le immagini del post di Vinci sono finite già ieri mattina sul tavolo di Santo Gnoni, dirigente del settore legale del Comune, al quale spetta il compito di individuare l’ipotesi di reato più pertinente in tema di discriminazioni, di istigazione all’odio razziale o di diffamazione. E la denuncia è in preparazione. La battaglia politica rischia ora di spostarsi dalle stanze del Comune direttamente alle aule del tribunale. È qui che il sindaco, Luca Vecchi, ha dato appuntamento al capogruppo della Lega in consiglio comunale, segretario emiliano del Carroccio e neo-parlamentare, Gianluca Vinci, autore domenica scorsa di un post su Facebook finito nella bufera che ora, insieme a molti suoi commenti, è al centro di una denuncia annunciata dal Comune.

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Nella sua pagina personale, Vinci pubblica la foto di un manifesto di #viacassoliuno, il nuovo spazio culturale per giovani inaugurato sabato nei locali dell’Admiral, l’ex sala slot posta sotto sequestro dall’amministrazione per irregolarità nella destinazione d’uso. Nel manifesto fotografato da Vinci c’è il volto in primo piano di Aida Aicha Bodian, originaria del Senegal, fondatrice e presidente di Roots Evolution, una delle dieci associazioni che hanno risposto al bando per la gestione del nuovo spazio: «Tornato a Reggio – scrive Vinci – vedo sempre tutelati gli interessi dei giovani, reggiani? Quando si tutelano le minoranze per farle diventare maggioranze, qualcosa non funziona e va cambiato».



Un post che ha scatenato decine di commenti, alcuni dei quali con contenuti esplicitamente xenofobi, innescando sin da subito le ire di Raffaella Curioni, assessore all’Educazione e tra le principali artefici del progetto di riuso dell’ex sala slot, fra le prime a rispondere per le rime al neo-deputato leghista. Ma, soprattutto, sollevando online un’ondata di indignazione contro il leghista. Non sono mancati, inoltre, utenti Facebook che hanno lamentato la cancellazione dei propri commenti a favore della ragazza, sostenendo che Vinci li abbia deliberatamente eliminati dal suo post.

È stato poi lo stesso sindaco Vecchi, intorno alle 23.30 di domenica, a pubblicare un lungo post di risposta all’esponente del Carroccio, ottenendo centinaia di like e di condivisioni. Nel post, il sindaco lancia una campagna di solidarietà verso la ragazza attraverso l’hashtag #iostoconaida e annuncia la querela: «Gianluca Vinci ha superato il segno – attacca Vecchi – Il suo post è sconvolgente perché non è un giudizio politico. È un atto di inaudita violenza, di esplicito razzismo nei confronti di una persona, di una nostra giovane concittadina, reggiana e italiana. Aida è una giovane cittadina della nostra città».

Vecchi ricorda il ruolo e le attività della Roots Evolution, «associazione nata a Reggio Emilia per lavorare e valorizzare la diversità». E delinea un ritratto della ragazza, definendola «impegnata» e sottolineando «che ha partecipato a tantissimi progetti nella nostra città»: «Chi si è scagliato contro di lei ha scelto di scagliarsi contro un’intera comunità». Per il sindaco, «Reggio ha una sua storia in cui il rispetto per la dignità della persona viene prima di tutto, è un principio che contraddistingue la reputazione e il senso di civiltà di una comunità. Lo spazio del confronto politico può essere ampio e duro ma è indiscutibile e non negoziabile che ci siano dei limiti là dove l’odio, la violenza, il razzismo provano ad alzare la testa, provano ad insinuarsi come tratto valoriale gradualmente tollerato. Noi questo non lo tollereremo mai».

Alla solidarietà di Vecchi, si è unita ieri anche quella di altri esponenti della giunta, che hanno condiviso il post del sindaco al pari di diversi rappresentanti dell’associazionismo e della società civile reggiana.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Pd provinciale: «Non stupisce, ma amareggia molto il commento dell’onorevole Gianluca Vinci contro una delle immagini utilizzata dal Comune di Reggio Emilia per lanciare #viacassoliuno – affermano dalla segreteria provinciale di via Gandhi – Lì dove c’era una sala di gioco d’azzardo oggi c’è un centro giovani: e per raccontarlo sono state usate le immagini dei ragazzi e delle ragazze della città che hanno contribuito al progetto. Non possiamo accettare il commento razzista di Vinci, scritto per lanciare lo stigma del colore della pelle nei confronti di una cittadina reggiana volontaria, rappresentante di un'associazione di giovani che lavora per i giovani. Noi non ci stiamo; noi siamo con Aida e con tutti quei ragazzi e quelle ragazze che in questi mesi si sono ripresi un luogo dell’illegalità per trasformarlo in uno spazio per loro. Ragazzi andate avanti, non siete soli: la vostra idea di futuro ci piace e ci interessa, e saremo al vostro fianco per sostenervi e, se serve, anche a difendere voi e le vostre idee».

In occasione del consiglio comunale di ieri, infine, è arrivata una nota di solidarietà alla ragazza anche dal gruppo Pd, da Liberi e Uguali e da Sinistra Italiana: «Aida non sei sola, Vinci è l’unico straniero – scrivono i consiglieri dopo aver ripercorso le tappe che hanno portato all’inaugurazione di #viacassoliuno – Troviamo lesive della dignità delle persone e sconvolgenti le parole del deputato Vinci della Lega. Aida non sei sola, venti consiglieri comunali della tua città e tutto il Comune di Reggio Emilia è con te, e ringraziamo te e tutti i ragazzi di ViaCassoliuno per l’impegno sincero che mettete per la comunità».

Evaristo Sparvieri
 

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