«Si dimettano tutti i responsabili che hanno decretato la chiusura»
CASTELNOVO MONTI. Tra le prime reazioni a quanto è avvenuto sabato sera alla ragazza incinta – con il volo notturno che doveva rappresentare un elemento di sicurezza compensativo della chiusura del...
CASTELNOVO MONTI. Tra le prime reazioni a quanto è avvenuto sabato sera alla ragazza incinta – con il volo notturno che doveva rappresentare un elemento di sicurezza compensativo della chiusura del punto nascite del Sant’Anna di Castelnovo Monti e invece è stato bloccato da un’avaria – c’è stata quella del comitato “Salviamo le Cicogne”, che da anni è in lotta per la salvaguardia del servizio all’ospedale dell’Appennino reggiano.
Una reazione perentoria: «Riapertura immediata del punto nascita, nessun protocollo può sostituirlo. Dimissioni in toto dei responsabili che ne hanno decretato la chiusura. Non siamo numeri ma persone. Basta chiacchiere, solo un fatto: riapertura».
Di quanto è successo hanno discusso con toni molto simili sui social anche i comitati che si battono per la riapertura dei punti nascita di Pavullo nel Frignano, in provincia di Modena, e Borgo Val di Taro (Parma), chiusi assieme a quello di Castelnovo Monti.
Del resto, gli animi sono stati esacerbati anche da altri episodi avvenuti nei mesi scorsi: in ottobre un neonato era morto poco dopo il parto, con la mamma che era stata colpita da un distacco di placenta e, in quella occasione, da Pavullo la mamma era stata trasportata fino a Sassuolo.
Sempre da Pavullo, un’altra partoriente, in febbraio, aveva iniziato il trasporto d’urgenza con le doglie verso l’ospedale di Sassuolo, ma non aveva fatto in tempo ad arrivarci, e il piccolo Mattia è nato sul mezzo di soccorso, per fortuna senza alcun problema per la mamma e il bimbo.
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