Villa Carandini, asta a prezzi stracciati
Dopo la battuta deserta da 7 milioni di euro, il complesso è stato parcellizzato e ora potrebbe interessare gli acquirenti
CASALGRANDE. Si torna all’asta per Villa Carandini a Dinazzano, uno dei luoghi simbolo di Casalgrande: una maestosa villa unita a un convitto, un belvedere oltre a migliaia di metri quadrati di boschi, parco e laghetti, acquistata a inizio millennio dalla BorgoNuovo, un’immobiliare creata da alcuni imprenditori sassolesi.
L’obiettivo era creare un complesso residenziale di lusso. La BorgoNuovo è rimasta poi invischiata nella crisi economica del 2009 ed è fallita, lasciando anche la residenza casalgrandese fra le proprietà da gestire. La pratica è affidata al curatore Alessandro Ratti, avvocato modenese che ha seguito tutte le varie fasi. La prima asta di un anno fa, da circa 7 milioni di euro complessivi per quattro lotti distinti, era andata deserta. Ora, una nuova chiamata, con scadenza al 5 aprile al tribunale di Modena. Nel frattempo uno dei tre palazzi principali, il belvedere, è stato venduto privatamente, alla fine del 2017, e a breve potrebbero iniziare dei lavori di ristrutturazione.
L’asta riguarda quindi la villa vera e propria e diversi lotti singoli nell’ex enorme convitto: a fianco di cinque unità già abitate, sono disponibili spazi di varie dimensioni. I prezzi sono stati abbassati drasticamente. Per la villa padronale la base è di 660mila euro, poco più di un terzo rispetto ai 2.150.142 euro del marzo 2017. I vari appartamenti dell’ex convitto hanno ovviamente perimetri e costi differenti, il costo al metro quadro è stato comunque ridotto radicalmente rispetto al 2017. La scelta di scomporre il convitto va nella direzione di trovare una soluzione anche per questo grande edificio, usato a lungo come sede scolastica.
Nella prima asta il convitto era un unico lotto da 3.720.355 euro, dividendolo in pacchetti ridotti aumenta ovviamente la possibilità di soggetti interessate all’acquisto. Rimane invece un blocco unico la villa principale, che rappresenta un investimento particolare: mentre gli appartamenti in molti casi sono praticamente già rifiniti, la residenza padronale dovrebbe essere sottoposta ad un intervento di sistemazione che però potrebbe ampliarne le possibilità di utilizzo.
E anche l’interessamento del Comune per sfruttare l’area come sede di eventi culturali, annunciato dal sindaco Vaccari, può essere un vantaggio. La zona è di pregio assoluto, sui colli affacciati sulla valle del Secchia e con un’enorme quantità di verde attorno, oltre a finimenti e posti auto già costruiti. Nei mesi scorsi si erano verificati alcuni problemi idrici nel laghetto interno al perimetro della villa, ma i disagi sono stati completamente risolti grazie all’intervento di una delle persone già residenti nel complesso.
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