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Evitare il crollo dei prezzi l’obiettivo dell’assemblea

Evitare il crollo dei prezzi l’obiettivo dell’assemblea

Oggi a Parma si scommette su un piano triennale di regolazione della produzione Così il Consorzio guidato da Bertinelli punta a mantenere in equilibrio il sistema 

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REGGIO EMILIA. Un piano in grado di contenere gli eccessi di produzione ed evitare così il crollo dei prezzi. È la scommessa dell’assemblea straordinaria del Parmigiano Reggiano che si terrà oggi a Parma: un piano di regolazione dell’offerta per il triennio 2019 - 2022 sul quale il consorzio guidato da Nicola Bertinelli punta per mantenere in equilibrio il sistema. Sul piatto il futuro della filiera, perché se è vero che adesso il Parmigiano Reggiano gode di condizioni di mercato favorevoli, è altrettanto vero che una crescita eccessiva della produzione potrebbe metterlo in serie difficoltà. E se sulla domanda si possono fare soltanto previsioni, sull’offerta i numeri parlano chiaro: a febbraio c’è stato un aumento del 4,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Il nuovo piano prevede un volume di produzione in linea con il precedente, pari a 3 milioni e 400 mila forme, ma anche novità in grado di contenere gli eccessi quando se ne verifichi la necessità. Tra le proposte c’è, ad esempio, l’eliminazione delle franchigie d’esenzione in caso di splafonamento produttivo: sparirebbe, quindi, la tolleranza del 3% entro la quale, pur sforando rispetto alle quote produttive assegnate, non si paga nessuna sanzione. Un altro campo d'intervento riguarda gli strumenti a disposizione dell’assemblea: «Questo aggiornamento – spiega il direttore Riccardo Deserti – punta a introdurre maggiore flessibilità nella gestione del piano nei prossimi anni, in modo che l’assemblea abbia gli strumenti adeguati per gestire di anno in anno la spinta produttiva, in base alle condizioni del mercato. La crescita del 2016, del 2017 e del 2018 dimostra che il piano attuale non è stato in grado di raffreddare la spinta produttiva». Il progetto, dopo la delibera dell’assemblea, dovrà essere approvato dai consorziati: per il via libera serve l’adesione del 66% degli allevatori e dei caseifici. Ultimo passaggio sarà, poi, la presentazione al Ministero delle politiche agricole, che potrà approvarlo o imporre modifiche. Un percorso per nulla scontato, quindi, che parte con qualche difficoltà: lo scorso 13 marzo, durante il Cda del consorzio, i tre consiglieri mantovani si sono astenuti proprio sul piano produttivo. Timori di tensioni per l’assemblea di oggi? «In maniera esplicita per ora non ci sono opposizioni – prosegue Deserti – ma la risposta vera la avremo dopo l’assemblea, quando si tratterà di raccogliere le firme». E proprio in questa fase i mantovani potrebbero manifestare il loro dissenso: nel suo intervento durante l’ultimo Cda, il vicepresidente della latteria Rocchetta Vanni Binacchi, consigliere auto-sospeso in quota ai mantovani, avrebbe dichiarato che non raccoglierà le firme in caseifici e allevamenti.

Sabrina Pinardi

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